CRONACA da CODOGNO il primo paese italiano del coronavirus


di Giandiego Marigo - da Radio Off
Io ci vivo, nella neo città fantasma Made in Italy. In un giorno dalla mattina alla sera; dalla comunicazione del primo caso italiano conclamato di coronavirus sino alla sera di questo stesso primissimo giorno è successo tutto ed una cittadina attiva (per quanto leggermente leghista) si è trasformata in un sito fantasma, praticamente deserto. Poche ore per trovarsi da una provinciale normalità in un film apocalittico di fantascienza.
C’è quasi da ridere ed alcuni aspetti di questa “Paranoia” dilagante sono grotteschi, lasciatelo dire ad uno che ci sta in mezzo.
Sin dalla mattina della primissima notizia i negozi hanno chiuso, gradualmente, tutti i supermercati alimentari compresi (nonostante l’ordinanza del sindaco garantisca i generi di prima necessità e gli alimentari) in realtà non esiste la possibilità di comprare alcunché a Codogno e dintorni.
Se considerate che non si era affatto preparati alla cosa , potete immaginare come le case siano rimaste sguarnite di generi di prima necessità. Banalmente cibo per i gatti ed i cani, ma anche per i padroni umani, latte per i neonati e pannolini.
L’effetto di questo “terrore”? I codognesi sono migrati, sono andati a fare l’indispensabile spesa (a volte, anzi spesso, anche la compulsiva scorta) nei super-marcati dei paesi limitrofi … non quelli immediatamente vicini che sono ugualmente chiusi, ma quelli appena un poco più distanti portando con sé … guarda guarda, l’eventuale contagio.
Si vedono cose anche grottesche, persone in auto, in movimento su strada, completamente sole che guidano con la mascherina in un’immagine di assoluta assurdità.
Basta osare e fare un giro in città per trovare solamente cronisti, con macchina fotografica e telecamera intenti a riprendere il nulla. Ho visto personalmente dirette con lunghissime inquadrature del “Bar Centrale” a saracinesche chiuse, preso come emblematico, ma che è chiuso da tempo, da molto prima della cosiddetta Pandemia.
Nessuno qui vuole contrastare le necessarie cautele, per carità, ma evitare il grottesco e la paranoia forse si dovrebbe.
Vi terrò aggiornati, narrandovi questa triste storia di una città di untori? Non lo so, forse … dipenderà da quanto folli, inutili e pazzeschi diverranno i provvedimenti intrapresi.
Nel frattempo, come tutti, mi sono recato nella vicina Pizzighettone (CR) per effettuare gli acquisti indispensabili alla sopravvivenza, che sicuramente , allo stato, il circondario di Codogno non offre ed ancor meno, nonostante le dichiarazione di sindaci ed assessori regionali, garantisce.
Mentre l’ordinanza del sindaco che invita i codognesi a non andare a lavorare e a non muoversi da casa, supportato dal blocco delle stazioni ferroviarie, delle scuole edegli uffici pubblici, viene amplissimamente disattesa con auto private, soprattutto da serissimi professionisti che non hanno intenzione alcuna di fermarsi.
L’ospedale ed il suo pronto soccorso sono bloccati … e a Lodi si formano file interminabili di ambulanze ad intasare il pronto soccorso … come olio l’eventuale contagio, per altro sconosciuto nei suoi termini reali, sfugge fra le dita della morsa, non troppo efficiente, del sistema. Cosa ci riserva il futuro …ci elimineranno fisicamente per cautela?
Le poste sono chiuse … e molti, e sono davvero tanti, che ritirano la pensione sui libretti di risparmio o in contanti alla cassa sono terrorizzati all’idea di non potere ritirare la pensione. Mentre le voci più disparate dilagano dal “Cordone sanitario” sino alla mobilitazione dell’esercito … gli unici mezzi che circolano costantemente sulla circonvallazione di solito intasata ad ogni ora sembrano essere le autoambulanze, che però no si fermano a Codogno e pochissime auto.
Qui dalla città fantasma, gli untori d’Italia vi salutano, a presto … se sopravviviamo.

(Fonte immagine: web
post inserito il 22/02/2020

se ne andato Flavio Bucci - grande attore e grande maschera tragica

se ne andato oggi, improvvisamente a 72 anni, Flavio Bucci - grande attore e grande maschera tragica. Quando il cinema italiano cercava un particolare personaggio faceva ricorso alla maschera surreale di Flavio Bucci, alla sua voce potente e al suo viso duttile, drammatico e ironico. Ci ha lasciato sequenze di Cinema che sono entrate nella storia della cinematografia italiana. 
e per chi ha avuto la fortuna di vederlo e sentirlo in teatro,  grandi pagine di teatro
addio e buon viaggio Flavio Bucci
post inserito il 18 febbraio 2020

“MASCHERE MASCHERE MASCHERE”

Vieni a leggere una poesia … al Gran Caffè al Foro!

Mercoledì 19 febbraio 2020 ore 17,30

Incontro mensile di lettura libera di poesia a tema,

organizzato da “I POETI DELL’ARIETE”

al GRAN CAFFE’ AL FORO- RINNOVATO-, Foro Buonaparte, 67 – Milano - MM1 Cairoli

Tema indicativo: “MASCHERE  MASCHERE  MASCHERE”
Il mascheramento è una caratteristica fondamentale del Carnevale. La maschera simboleggia l’irrefrenabile voglia di divertirsi travestendosi. Le maschere di Carnevale sono di origini diverse: sono nate dal teatro dei burattini, dalla Commedia dell'arte, da tradizioni arcaiche risalenti ad epoca greco - romana. Il tema assegnato, con  la parola “maschere” che si ripete per ben tre volte, potrebbe continuare all’infinito, perché vuole andare oltre il semplice richiamo al Carnevale. Intende porre l’attenzione all’aspetto umano e concettuale della maschera, che consente lo stravolgimento dei ruoli.  Il volto umano può fingere celando e celare fingendo. In tal modo l’operato della persona, sfruttando una certa complicità tra essere e apparire, tra reale, immaginario e simbolico, diventa molto simile a quello della “maschera”. Del resto il termine stesso “persona” nell’antichità stava a significare maschera teatrale. Avendo accennato al teatro,  concludo con quanto dice il grande drammaturgo Luigi Pirandello: “Imparerai a tue spese che nel lungo tragitto della vita incontrerai tante maschere e pochi volti”. Vi aspetto con i vostri mascheramenti/smascheramenti poetici. 
Cordialissimi saluti.  Luigi Giurdanella.
Incontro aperto a tutti, per dovere di ospitalità si suggerisce una consumazione.

Il corona virus e La peste di Camus


Questo periodo tragico, attraversato costantemente dalle notizie sull’epidemia del corona virus, ci richiama un’opera letteraria moderna che più di ogni altra è riuscita a rappresentare l’incubo di una epidemia: “La peste” di Albert Camus.
 Nel libro di Camus la peste veniva portata dai topi, ma rimaneva sempre l’incertezza del perché in un determinato momento la portavano e in altri momenti ritornavano senza senza colpo ferire nelle loro tane. Nel caso del corona virus si parla dei pipistrelli, addirittura forse di un solo pipistrello venuto in contatto con un uomo.
 L’incertezza e l’ansia sono le stesse: l’uomo e l’umanità cadono nel vortice dell’ignoto, ove l’ignoto è rappresentato da una minuscola entità capace di diffondere la morte.  Tutta la presunzione scientifica dell’umanità  viene messa in difficoltà,  si guardano i dati di diffusione dell’epidemia, si prendono le misure di protezione per evitare il contagio, e soprattutto  si spera che si fermi la curva statistica di diffusione.
 L’eroica figura del medico che non si arrende, anche se percosso da tanti dubbi, del romanzo di Camus, la ritroviamo in questi giorni in tanti medici e ricercatori.  Forse a breve troveremo un vaccino o forse il virus si ritirerà, insieme a topi e pipistrelli nella sua tana;  si prenderà un periodo di riposo in attesa di ritornare in altre epoche con altre fogge..
  Ci resteranno le domande sulla fragilità della nostra esistenza, ci resterà quella necessità di non arrendersi, e speriamo di migliorare come umanità nel solco della solidarietà. (fr.z.)

Durante questo periodo di esistenza,  che rappresenta la fragilità umana,  forse è il caso di leggere o rileggere 
“LA PESTE” di Albert Camus 



Immagine 1 : il “Trionfo della morte” di Pieter Bruegel. (1525/30-1569).  In tante opere d’arte  venne rappresentata la drammaticità di una epidemia come la peste; una delle opere più rappresentative è quella di Bruegel.

Post inserito l’11/02/20

poesia dal freddo

Vieni a leggere una poesia … al Gran Caffè al Foro!

Mercoledì 22 gennaio 2020 ore 17,30

Incontro mensile di lettura libera di poesia a tema,

organizzato da “I POETI DELL’ARIETE”

al GRAN CAFFE’ AL FORO- RINNOVATO-, Foro Buonaparte, 67 – Milano - MM1 Cairoli

Tema indicativo: “FREDDO ?!”
Forse quei due segni di interpunzione (?!) posti a completamento della parola “FREDDO”, fanno la differenza e quasi travolgono il significato del lemma. D’altronde i cambiamenti climatici e i stravolgimenti ecologici hanno fatto si che le stagioni non sono più “quelle di una volta” e a gennaio nei giardini e negli orti capita che le forsizie fioriscano già, e gli alberi mettano le gemme. Per essere poi freddate alla prima gelata. Perché quelle arrivano ancora anche se di meno. Come dice il poeta Attilio Bertolucci: “Vennero i freddi,/ con bianchi pennacchi e azzurre spade/ spopolarono le contrade.” (da: “Vennero i freddi”). Il freddo, fonte di ispirazione per molti poeti, sono sicuro che coinvolgerà anche voi. Vi aspetto. Cordialmente Luigi Giurdanella  
Incontro aperto a tutti, per dovere di ospitalità si suggerisce una consumazione.

post inserito il 18/01/2020

come auguri ... un ventaglio di stelle ...

come auguri ...  un ventaglio di stelle ...
 auguri ... e una poesia di Marco Boietti 
Arpa eolica fa gli auguri di Buon Natale e Buon Anno a tutti quelle che di qui passano.
Il blog da alcuni mesi va a rilento, perché chi lo cura, per vari motivi, va a rilento - Abbiamo scelto di essere presenti almeno per gli auguri  e abbiamo scelto una bella poesia di Marco Boietti scritta per questo Dicembre 2019


Se sia così,  non lo so


Vagano luci nel mondo
del nulla
più furtive di finte
comete


la mia mano è la rosa
abbozzata
della stella marina
rossa

basta l’apparenza
di una nuvola
e si avvolge il silenzio
sublime.

Sul cuscino di carezze
dimentico
il ventaglio di stelle
aperto.



post inserito il 23 dicembre 2019

“LUMINARIE & SOLITUDINE”

Vieni a leggere una poesia … al Gran Caffè al Foro!

Mercoledì 18 dicembre 2019 ore 17,30

Incontro mensile di lettura libera di poesia a tema,

organizzato da “I POETI DELL’ARIETE”

al GRAN CAFFE’ AL FORO- RINNOVATO-, Foro Buonaparte, 67 – Milano - MM1 Cairoli

Tema indicativo: “LUMINARIE & SOLITUDINE
Le luminarie natalizie, che iniziano ad essere accese un mese prima, hanno la duplice funzione di rallegrarci per l’avvicinarsi delle feste e nello stesso tempo, ci inducono alla deriva consumistica. Il Natale, pertanto, diventa un momento strano, pieno di gioia e pieno di solitudine. Ci può dare tanto e ci può far sentire soli. Le feste accentuano il senso di vuoto: pensi che tutti sono felici tranne te, allora non sopporti le luminarie, ti fanno proprio male gli occhi. Ma la solitudine non è solo una triste sensazione, è spiraglio di libertà che ti fa star bene con te stesso e con gli altri; luce per la mente, quiete interiore che ci mette in contatto con i sentimenti più profondi del nostro essere, base per l’ispirazione poetica! Le luminarie ci vogliono coinvolgere in un Natale d’amore e di  solidarietà. È con questo spirito che, nell’approssimarsi delle festività natalizie, auguro a tutti ogni bene! Con tanto affetto.
Luigi Giurdanella
Incontro aperto a tutti, per dovere di ospitalità si suggerisce una consumazione.

IV viaggio per la Via Lattea




(motivi della lunga pausa di Arpa eolica  dal 17 luglio 2019 all’ 11/10/2019,  di Francesco Zaffuto)

IV viaggio per la Via Lattea
1.
Può arrivare il momento di un viaggio per la Via Lattea.  Chi pensa di vedere qualcosa di strabiliante durante il viaggio,   se lo scordi.  Se proprio sta cercando qualcosa di luminoso, meglio che vada a fare una passeggiata in centro.
2.
Chi come me è rimasto incastrato, per promesse, curiosità, illusione, malattia, c’è poco da fare:  gli tocca fare l’astronauta e farsi spedire in viaggio per la Via Lattea.
3.
Il viaggio implica dieci anni della tua vita per farlo, e 10 anni della tua vita per riprenderti dalla fatica di averlo fatto. Non puoi fare più di quattro viaggi per la Via Lattea durante la tua vita – quatre vingts (dicono i francesi) – e la vita è terminata – per  i più fortunati.
4.
In ogni caso le tappe del viaggio sono solo quattro nella Via Lattea : Terra – Pianeta Blu (che non vi dico) – Pianeta Alabastrino (di cui apprenderete appresso)  – Terra.   Allora sono tre! No, quattro se vuoi in qualche modo tornare e non restare a vagare come un citrullo nello spazio.  Almeno venire a morire in Terra.
5.
Di questo viaggio non si capisce chi ne sentisse la necessità: tu no, gli altri meno che mai.  Forse ne sentiva la necessità l’Opinione Pubblica.  Forse era così. C’era sempre  Lei di mezzo.
6.
BOOHMM,  partito – e ti accorgi che era una trappola!  Volevano separami dal mio Amore e ci sono riusciti, ed ora come farò per riTROVARLA.
7.
Le farò un prelievo più doloroso – Perché? – Perché preleverò  del sangue arterioso  - significa un prelievo dalle arterie e non dalle vene – le arterie sono più difficili  da individuare. E tu (io nei fatti) che non sapevi di avere le arterie chiedi:  perché lo fate? Perché è più buono ovviamente – rispose Lei elevando la sua dolce espressione aquilina. E lo spazio comincia a roteare.
8.
Tutto pronto. Stupidamente pensavi (pensavo) che mi avrebbero inserito in qualche astronave o capsula per poi lanciarmi. Niente di tutto questo, ormai per viaggiare nello spazio si usava il metodo del colonnello Storm: venivi  disassemblato – o dissolto – o smontato  - o dematerializzato – ridotto ad un ologramma – e poi spedito ad una velocità di poco superiore alla luce nell’altra stazione spaziale.  Passati dieci anni ti assemblavano nuovamente nel posto dove eri arrivato. Poteva succedere qualche inconveniente:  il colonnello Storm arrivò privo del braccio sinistro.  Ma la tecnologia andava migliorando.
9.
La tecnologia era avanzata ed ottima, ma guai a mettersi in viaggio senza avere un Mantra da portare con sé. Il rischio di perdersi era notevole senza un Mantra. E se  il Mantra era azzeccato, c’erano più possibilità che tutto filasse liscio per il viaggio. Il Mantra doveva essere personale ed universale.  Lo trovai,  ormai ero sicuro, era: “Mamma Mia” . Poco importa se richiamava una vecchia canzone degli anni ’80 – degli Abba pare, non so – Ma era un Mantra totale (personale ed universale), metteva insieme il Mia con Mamma.
10.
C’era tutto per il viaggio e si parte. Tutto quell’ammasso di pietre vagati nella Via Lattea io non lo vedevo, facevo parte con le mie ossa smembrate del pulviscolo rutilante.
11.
Dopo dieci anni di viaggio, si sentì gridare nella stazione di ricevimenti del Pianeta Alabastrino. Ci vuole un idraulico per l’assemblaggio dell’astronauta arrivato!  Sì.  Rispose una voce, ma non intendo fare fattura. Che cosa è la fattura? Una di quelle cose che  usano sul pianeta Terra e fanno perdere un sacco di tempo. Qui nel Pianeta Alabastrino tutto è chiaro tutto è limpido, tutto è trasparente e non perdiamo tempo con questa pratica della fattura. L’idraulico dopo aver  chiarito la questione, produsse il riassemblamento del corpo dell’astronauta (il mio)  e fui  prelevato alla stazione del Pianeta Alabastrino.
12.
Forse per il fine settimana sarà dimesso dall’Ospedate, disse la Dottoressa. Come si sente quando cammina, non le gira la testa? E allora Sì, va bene.
!3.
Domanda di rito. Ma lei  che cazzo c’è venuto  a fare nel Pianeta Alabastrino? Ovviamente la domanda veniva posta in diverse lingue e modi di diversa gentilezza.  Per respirare.  Nel Pianeta Alabastrino si respira a pieni polmoni, mentre nel Piane Terra si comincia a non capire come si deve fare per  respirare.  E dopo cosa farà? Ritornerò sul Pianeta Terra per dire che sul Pianeta Alabastrino si respira molto bene . Ma pensa che troverà ancora il Pianeta Terra dopo altri 10 anni di viaggio? Penso proprio di Sì.
14.
Cosa fanno nel Pianeta Terra quelli che chiamate Umani?  Man mano che si svegliano gli Umani aggiungono pizzini nella loro grande bacheca che chiamano Internet per ricordare qualcosa della loro Fottuta Memoria.
15.
E dopo altri 10 anni,  al ritorno sulla Terra,  scrisse (scrissi)  un pizzino per Internet: “un tempo sulla Terra  si respirava come si respira sul Pianeta Alabastrino.”

Post inserito il 14/10/2019

…era più facile combattere i saraceni e i draghi…




…era più facile combattere i saraceni e i draghi…

-          Racconto di Melo La Licata

“.. l’orario del mese portava l’indicazione delle 4,56 e come si poteva spostare la partenza di un treno senza avvertire il pubblico? (…) Arrabbiato e inquieto mi infilai i vestiti e mi feci portare alla stazione, dove mi accorsi che un improvviso cambiamento d’orario, senza nessun riguardo per le persone che si fidavano della guida ufficiale, era considerato cosa normalissima.” George sembrava dare da matto nel riferirlo, per lui un orario scritto sulla Guida Ufficiale dell'Azienda delle Ferrovie era il punto fermo di un contratto stipulato tra l’azienda delle ferrovie ed i viaggiatori.. fisso ed invariabile come il patto tra il sole ed i pianeti che vi gravitano intorno.. la sua modifica avrebbe causato disagi inimmaginabili, sarebbe stata una grande mancanza di rispetto verso l’utenza che non avrebbe più avuto fiducia nell’istituzione. Osservare come si potesse vivere in assenza di certezze, gli procurava un disagio maggiore della semplice anticipazione della sua partenza. Tra me e me pensavo di condurlo a visitare certe corsie di ospedale che ‘ospitano?’, forse non è il caso di definire ospitalità quella condizione; che.. accolgono?.. che intrattengono decine di malati nei corridoi per diversi giorni, sulle lettighe, in attesa che nei reparti si liberi un letto; uomini e donne insieme… forse gli avrei prodotto uno choc troppo violento. Avrebbe scoperto che in questo paese, un provvedimento adottato in un momento di emergenza viene istituzionalizzato e diventa pratica comune; che tutti i provvedimenti emessi dalla Pubblica Amministrazione non tengono in alcun conto gli ‘oneri sociali indotti’ dalla loro azione, come se il disagio sociale non rappresentasse un costo, (in nessun progetto di costruzione o ristrutturazione stradale viene valutato quale ‘fattore’ economico concorrente ed aggiuntivo al costo dell’opera il disagio del commerciante o della popolazione).

Ottobre e prima di Ottobre, di Marco Boietti




Nel lungo periodo di sospensione del blog Arpa eolica
Abbiamo perso diverse Cose e diversi Appuntamenti
Abbiamo avuto però cura di non perdere i brani poetici  di Marco Boietti
Ecco gli otto brani poetici di Marco Boietti che il poeta ha fatto giungere ad Arpa eolica tra giugno ed ottobre 2019 – ve li proponiamo in questo unico post.

“CI SALUTIAMO … E POI?”

Rientro

Mercoledì 16 ottobre 2019 ore 17,30

RIPRENDONO gli incontri mensili di lettura libera di poesia a tema,

organizzati da “I POETI DELL’ARIETE”

al GRAN CAFFE’ AL FORO- RINNOVATO-, Foro Buonaparte, 67 – Milano - MM1 Cairoli

Tema indicativo: CI SALUTIAMO … E POI?”
Dopo la pausa estiva riprendono gli incontri di Lettura libera di poesia a tema. Sembra ieri che ci siamo salutati, in quell’ultimo incontro di giugno, con la sensazione che qualcosa è svanita. Quando ci si accomiata si è assalito da un senso di fatalità, pervasi da un’ ansia di ineluttabilità (così bene rappresentata da quei tre puntini di sospensione inseriti nel “tema”). E poi ? Cosa accadrà ? … Poi si vedrà, pensavamo. Abbiamo provato a scappare dalla città, dalle nostre abitudini, dalla crudezza del quotidiano. Il rientro sembrava così lontano! E invece ci siamo. Eccoci al primo incontro di questa nuova stagione poetica, da affrontare come una nuova avventura, con poesie nuove e sempre più interessanti. Allora Buon inizio! Vi aspetto con le vostre belle poesie!
Cordialmente Luigi Giurdanella
Incontro aperto a tutti, per dovere di ospitalità si suggerisce una consumazione al bar.
post inserito l'11/10/2019

Un saluto al grande vecchio Andrea Cammilleri




Andrea Cammilleri, ci ha lasciato, 93 anni di narrazione.
Arpa eolica qui lo ricorda con un video su youtube del 27 giugno 2017, dove  narrava della vicenda delle ceneri di Pirandello e su come si arrivò alla sepoltura nella campagna di Agrigento secondo il volere del drammaturgo siciliano.

Post inserito il 17/07/2019
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Il Giardino di Milano di Largo Corsia dei Servi dedicato a Padre Turoldo

Il "Comitato Odissea per Turoldo" annuncia che 
Martedì 25 Giugno 2019 - alle ore 12,15 
il Comune di Milano dedicherà 
al religioso e poeta Davide Maria Turoldo 
il Giardino di Largo Corsia dei Servi di Milano
 cerimonia pubblica
Interventi dell'assessore Del Corno,
dello scrittore Angelo Gaccione, 
del predidente dell'Ambrosianeum Marco Garzonio 
e letture di Alessandro Quasimodo.
Nel pomeriggio dalle 16 in poi i festeggiamenti continueranno a San Carlo al Corso (Corso Matteotti n. 14) con letture, testimonianze, musiche, video, alla presenza di personalità ed associazioni che arriveranno da Milano e altre città.
post inserito il 22/06/2019

i Girasoli e i Poeti dell'Ariete

Vieni a leggere una poesia … al Gran Caffè al Foro!

Mercoledì 12 giugno 2019 ore 17,30

Incontro mensile di lettura libera di poesia a tema,

organizzato da “I POETI DELL’ARIETE”

al GRAN CAFFE’ AL FORO- RINNOVATO-, 

Foro Buonaparte, 67 – Milano - MM1 Cairoli


Tema indicativo: “I GIRASOLI”

“I GIRASOLI” simbolo dell’estate, è uno dei fiori più amati e conosciuti. Il primo e più ovvio significato del girasole è connesso alle evidenti caratteristiche fisiche del fiore: la sua somiglianza al sole che splende, ed è pertanto il fiore della solarità, dell’allegria, della vivacità. Inoltre, come ben sappiamo, a causa del fenomeno noto come eliotropismo, cioè volgere l’infiorescenza verso il sole seguendolo lungo tutta la giornata da est ad ovest, il girasole è simbolo di attaccamento ad un'altra persona e di voler trascorrere tutto il tempo con lei. Soprattutto esprime un profondo senso di ammirazione, rispetto e gratitudine sia per le persone che per la Natura tutta. Pertanto è stato assunto dagli ecologisti come simbolo di rispetto per l’ambiente. I girasoli hanno ispirato artisti e poeti: il grande pittore, l’olandese Vincent Van Gogh, dipinse i più bei girasoli della storia dell’arte! Significativo è il verso del poeta della beat generation Allen Ginsberg: “Dentro, siamo tutti girasoli dorati”. E a voi cosa vi ispira? Vi aspetto con i vostri elaborati. Essendo questo l’ultimo incontro prima della pausa estiva, auguro a tutti felici e poetiche vacanze! Arrivederci a Ottobre. Cordialissimi saluti. Luigi Giurdanella
Incontro aperto a tutti, per dovere di ospitalità si suggerisce una consumazione al bar.
post inserito il 05/06/2019

Il giorno che non ti vide…

Il giorno che non ti vide…poesia di Marco Boietti  -  Arpa eolica ringrazia l’autore per il permesso di pubblicazione


Il giorno che non ti vide
mi trovai nella stanza
a parlare con l’impressione
della tua figura

con la mano
sfioro il lenzuolo intatto

conto le nostre profezie.

Noi assenti.

Marco Boietti  la sua pagina su Arpa eolica

Immagine fuori testo – acquarello di Marc Chagall

post inserito il 02/06/2019

Addio al Poeta e all'amico Vittorio Stringi

Stamane ho appresto la triste notizia della scomparsa del Poeta e dell'amico Vittorio Stringi. Dopo un lungo periodo di sofferenze, iniziato dopo la scomparsa della sua compagna Adele Denti, Vittorio Stringi ha raggiunto l'invocata pace. 
 Ci resta il ricordo della sua voce spesso forte e tonante e dei suoi versi. Ci resta il ricordo delle sue lotte e delle sue speranze.
Ciao Vittorio e buon viaggio
Francesco Zaffuto
(un immagine di Vittorio Stringi con la sua compagna Adele Denti, durante gli incontri culturali che per un lungo periodo di tempo furono tenuti a Caltanissetta in villa Adele)

Arpa eolica ha dedicato diverse pagine del blog alle sue poesie.


post inserito il 28 Maggio 2019

Bonnard al Tate - memoria di una esposizione










Al Tate di Londra si è conclusa, nella prima metà di Maggio 2019, una grande esposizione su Pierre Bonnard.
Qui di seguito il percorso fotografico di un visitatore – Federico Zaffuto – Arpa eolica ringrazia per il permesso di usare queste foto.

Ken Loach - Sorry We Missed You

Ken Loah ha presentato a Cannes il suo ultimo Film “Sorry We Missed You”, tema – il precariato nel mondo del lavoro e le ricadute psicologiche su famiglie rese sempre più fragili. Due volte Palma d’oro (nel 2006 per “Il vento che accarezza l’erba” e nel 2016 con “I, Daniel Blake”), il cineasta britannico, che compirà 83 anni fra un mese,   parlando del suo ultimo film dice:  “Non si tratta più dello sfruttamento da parte dei padroni, ma di quello che infliggiamo a noi stessi, dell’auto-sfruttamento che porta a una schiavitù autoindotta: lavorare di 14/15 ore al giorno per racimolare denaro appena sufficiente a sopravvivere”

Infinito moltiplicato








Infinito moltiplicato   poesia di Marco Boietti  -  Arpa eolica ringrazia l’autore per il permesso di pubblicazione

un poeta ancora in prigione, Ashraf Fayadh

aggiornamento della petizione di change.org

Support for Ashraf Fayadh

il Poeta 
in Arabia Saudita,  è ancora rinchiuso in prigione

IL CONFINE - poesia di Maria Luisa Ferrantelli



IL  CONFINE 
poesia di Maria Luisa Ferrantelli
Questa poesia è stata
letta dalla poetessa
nell’incontro dei
Arpa eolica ringrazia l’autrice
per il permesso di pubblicazione.

L'ORIGINI DI LU MUNNU - di Giovanni Meli

è stato ripubblicato
L’ORIGINI DI LU MUNNU
di Giovanni Meli – l’Abati
Poema inonico-filosofico in Siciliano
nella originale edizione del 1814 curata dallo stesso Poeta,
con traduzione a fronte in Italiano di Francesco Zaffuto,
con le ottave postume ritrovate da Agostino Gallo,
con tutte le note filosofiche dello stesso Giovanni Meli,
con le note di traduzione delle più difficili e antiche parole siciliane,
con le note biografiche su Meli e su come nacque questa straordinaria
opera,
con un disegno di Giove creatore di Dafne Zaffuto

Quale fu l’origine del mondo?

Un Giardino di Milano – dedicato a padre David Maria Turoldo

La rivista online “Odissea”
si era fatta promotrice di una
richiesta al Comune di Milano:
Intitolare una strada
un luogo della città
a padre David Maria Turoldo
poeta – religioso e partigiano.
La risposta del Comune è
arrivata, ecco l’annuncio
che ne dà Angelo Gaccione
coordinatore della rivista:
a nome del "Comitato Odissea per Turoldo" mi pregio informarvi che la nostra battaglia
perché il Comune di Milano dedicasse al poeta, religioso, uomo di pace e partigiano
padre David Maria Turoldo uno spazio centrale nel cuore della città è stato accolto.
Si tratta del giardino di recente realizzato in Largo Corsia dei Servi. Un luogo più turoldiano di questo non poteva esserci, dal momento che lui era un frate servita.
Abbiamo optato per questa scelta piuttosto che per una via nuova lontano dal centro.
Poiché siete stati attivamente partecipi di questa iniziativa o moralmente e sentimentalmente vicini,
vi ringrazio tutti e tutte e vi invito a fare di tutto per essere presenti al momento della inaugurazione che ci sarà a suo tempo comunicata.
Un caro saluto
Angelo Gaccione dir. "Odissea"

Post inserito il 23/04/2019
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