Buon anno, forse


Fuori dalla finestra c’è l’inverno
Gli uccelli affamati sono volati lontano
Lei razzola qua e là tra miliardi di stelle nevose
Riposa un attimo sul pentagramma della staccionata
Poi riprenderà a cercare
E verranno nuovi giorni
Forse chi è volato lontano ritornerà
Per me e per lei
La conta dei giorni
Diverrà misteriosamente più breve
Proveremo a nascondere nel nostro cuore
Fino alla fine
Qualche traccia di vissuta bellezza
28/12/14 – (francesco zaffuto – dedicata a Maria Luisa)
Immagine – La Gazza - Claude Monet  1868 – 1869  Olio su tela  Cm. 89 x 130 - Musée d'Orsay – Parigi

Oltre l’accaduto

Arpa eolica è lieta di presentare
“Oltre l’accaduto”
la nuova raccolta di poesie di Vittorio Stringi

"In copertina l'opera di Ugo Attardi con Ulisse che uccide i Proci liberando la sua casa, ripropone attraverso il mito il tema dell'invasore, della protervia di chi crede di poter abusare di tutto e su tutti. La figura dell'eroe stimola a pensare al tempo odierno e a coloro che dovrebbero essere cacciati dalle sedi del potere, dai partiti e dalle istituzioni nel nostro Paese. La poetica di Vittorio Stringi non si esime dal denunciare con le sue liriche l'insostenibile realtà italiana, corrotta e invivibile, anche per la colpe di una comunità di cittadini che sembra non vogliano essere tali."...
Per chi vuole ordinare il libro il link della pagina della casa editrice, contiene anche la prefazione di Vincenzo Guarracino

Viaggio nel materiale immateriale

Frammenti di luna - raku - 1994 - Ø 40cm

La pittrice Silvana Lunetta nei suoi viaggi pittorici spesso spazia per l’universo e riporta frammenti raccolti tra gli astri che ha visitato

Chagall a Milano

autoritratto di profilo 1914 olio su cartone cm. 33,5X24,8

La mostra di Chagall a Milano è un viaggio nel

La "Madonna del latte" del Bergognone a Legnano

"Madonna del Latte", opera di Ambrogio da Fossano detto Bergognone.
nel Comune di Legnano – nell’ambito dell’iniziativa “Opera in Comune” -  è esposta, fino al 6 gennaio 2015
La "Madonna del latte" risale al 1485 circa, è stata realizzata con la tecnica dell'olio su tavola. L'opera del periodo Rinascimentale Lombardo del Bergognone misura 61x44 cm. e fa parte della collezione dell'Accademia Carrara di Bergamo.

Il quadro sarà a disposizione del pubblico sino a martedì 6 gennaio 2015
Orari: dal lunedì al sabato: 9.00 – 19.00
Domenica e festivi: 10.00 – 13.00 / 15.00 – 19.00
Chiusura Natale e Capodanno

Altre notizie sull’iniziativa del Comune di Legnano sul blog di Stefano

BUON NATALE

Arpa eolica augura buon Natale a tutti i visitatori del blog
Immagine - "Natività" quadro del Barocci (Fiori Federico, detto anche Baroccio - Urbino 1528 - 1612) realizzato nel 1597; Olio su tela, 134 x 105 cm. Museo del Prado, Madrid.

 Questa Natività del Barocci è diversa dai tanti quadri che siamo abituati a conoscere sulla natività, non ce stasi ma un grande movimento dell’azione e della luce: la madre illuminata dalla luce (di una lanterna fuori scena) si sta avviando a prendersi cura del bambino con le mani aperte; il padre sta alla porta, sta facendo entrare qualcuno dei pastori, ed indica con la mano verso la culla; il bue è quasi in primo piano ma si nota solo la sua testa e una piccola parte della testa dell’asinello; il bambinello nella sua culla assume una particolare centralità all’interno di una scena in movimento, se ne sta sereno ad osservare, osserva la madre e anche chi è andato a guardare il quadro. La luce della paglia si diffonde in quella capanna e pare formare una leggerissima aureola attorno al volto della madonna.

Comandamenti e interpretazioni



Indubbia arditezza quella di Benigni di cimentarsi in uno spettacolo
imperniato sul  commento ai 10 Comandamenti. Difficilissimo per Benigni è stato sicuramente il primo comandamento, sul quale ogni commento poteva risultare complesso;  su gli altri Benigni é volato meglio mettendo a  nudo le contraddizioni della società moderna, società che ha ancora tanto da imparare dai dieci comandamenti. Su quel comandamento che la Chiesa Cattolica ha trasformato in “non commettere atti impuri”, e che nella versione dell’Esodo letteralmente risulta “non commettere adulterio”,  Benigni è riuscito ad esercitare una satira pungente su quello che è stato l’oscurantismo cattolico in materia di sesso.  Sull’ultimo comandamento “Non desiderare la roba d'altri ….” la spiegazione, a mio avviso, è stata un po’ lacunosa. Benigni ha sposato la tesi interpretativa del non desiderare altro da sé; tesi giustissima ma insufficiente. Occorreva aggiungere che il desiderare per sé un po' di giustizia nella divisione dei beni è sacrosanto, specie se quel prossimo possiede centomila buoi e cinquantamila asini. Riguardo ad interpretazioni dei 10 comandamenti, fatte da artisti, si vuole qui ricordare quella breve e spinosa fatta da Fabrizio De Andrè. (f.z.)

Il Testamento di Tito
Non avrai altro Dio all'infuori di me,
spesso mi ha fatto pensare:
genti diverse venute dall'est
dicevan che in fondo era uguale.

Credevano a un altro diverso da te
e non mi hanno fatto del male.
Credevano a un altro diverso da te
e non mi hanno fatto del male.

Non nominare il nome di Dio,
non nominarlo invano.
Con un coltello piantato nel fianco
gridai la mia pena e il suo nome:

ma forse era stanco, forse troppo occupato,
e non ascoltò il mio dolore.
Ma forse era stanco, forse troppo lontano,
davvero lo nominai invano.

Onora il padre, onora la madre
e onora anche il loro bastone,
bacia la mano che ruppe il tuo naso
perché le chiedevi un boccone:

quando a mio padre si fermò il cuore
non ho provato dolore.
Quanto a mio padre si fermò il cuore
non ho provato dolore.

Ricorda di santificare le feste.
Facile per noi ladroni
entrare nei templi che riguargitan salmi
di schiavi e dei loro padroni

senza finire legati agli altari
sgozzati come animali.
Senza finire legati agli altari
sgozzati come animali.

Il quinto dice non devi rubare
e forse io l'ho rispettato
vuotando, in silenzio, le tasche già gonfie
di quelli che avevan rubato:

ma io, senza legge, rubai in nome mio,
quegli altri nel nome di Dio.
Ma io, senza legge, rubai in nome mio,
quegli altri nel nome di Dio.

Non commettere atti che non siano puri
cioè non disperdere il seme.
Feconda una donna ogni volta che l'ami
così sarai uomo di fede:

Poi la voglia svanisce e il figlio rimane
e tanti ne uccide la fame.
Io, forse, ho confuso il piacere e l'amore:
ma non ho creato dolore.

Il settimo dice non ammazzare
se del cielo vuoi essere degno.
Guardatela oggi, questa legge di Dio,
tre volte inchiodata nel legno:

guardate la fine di quel nazzareno
e un ladro non muore di meno.
Guardate la fine di quel nazzareno
e un ladro non muore di meno.

Non dire falsa testimonianza
e aiutali a uccidere un uomo.
Lo sanno a memoria il diritto divino,
e scordano sempre il perdono:

ho spergiurato su Dio e sul mio onore
e no, non ne provo dolore.
Ho spergiurato su Dio e sul mio onore
e no, non ne provo dolore.

Non desiderare la roba degli altri
non desiderarne la sposa.
Ditelo a quelli, chiedetelo ai pochi
che hanno una donna e qualcosa:

nei letti degli altri già caldi d'amore
non ho provato dolore.
L'invidia di ieri non è già finita:
stasera vi invidio la vita.

Ma adesso che viene la sera ed il buio
mi toglie il dolore dagli occhi
e scivola il sole al di là delle dune
a violentare altre notti:

io nel vedere quest'uomo che muore,
madre, io provo dolore.
Nella pietà che non cede al rancore,
madre, ho imparato l'amore
Fabrizio De Andrè 

Cigni di Giada

Cigni di giada
Poesie
di Marco Boietti
recensione di Dario Francesco Pericolosi
Cigni di giada è un altro gioiello che si aggiunge ai precedenti scritti nell'arco di poco più di un lustro da Marco Boietti. Il libro, piacevole al tatto, raccoglie poesie di breve e media lunghezza intervallate dalle illustrazioni dell'artista Danilo Boietti, di straordinaria musicalità, che comunicano al cuore e alla mente con lingua schietta e comprensibile da tutti. Questo non toglie che le liriche del navigato scrittore-poeta milanese siano comunque ben articolate e richiedano trasporto nella lettura per respirare in pieno le tematiche della vita, il significativo contrasto tra luce e buio, la simbologia del cigno, gli elementi della natura fino all'acqua. Marco, che ho avuto modo di apprezzare durante i reading mensili con il gruppo “I Poeti dell'Ariete”, colora le parole con la giusta dose di magia, come ogni poeta riesce a dare alle proprie composizioni poetiche, segno anche della sua lunga amicizia artistica e intellettuale con Danilo Boietti, pittore molto noto in Italia e all'estero. Cigni di giada non deve mancare nella vostra libreria di casa. Natale si avvicina, quale migliore idea regalare un libro. Cigni di giada è edito da L'arcolaio di Gianfranco Fabbri.


Marco Boietti –  la sua pagina su Arpa eolica

Voi, onesti farabutti

Quando ho comprato questo libro l’ho fatto per la copertina e soprattutto per il titolo. La copertina era molto originale, ma il titolo era per me veritiero: “Voi, onesti farabutti”.  Di quella specie ne avevo conosciuto tanti, proprio tanti: c’erano i ladri che si nascondevano dietro la patina dell’onesta e c’erano gli onesti che condividevano per quieto vivere un sistema marcio.  Questo libro, mi dissi: va letto. Le cento pagine scorrono velocemente e l’autore mi accompagna nel suo racconto con un tono giovanile e confidenziale.   
 Il libro, di Simone Ghelli, nasconde un “banale” mistero:  un amico, che si recava di solito a bere un goccio a casa di un caro amico, un giorno non venne più.  Sul quel mistero nessuna indagine,  la vita scorre alla meglio o alla peggio, dipende dai punti di vista, tutti si accontentano, ma il vecchio nonno non cessa mai di dire che voleva qualcosa di più giusto, di più bello, qualcosa per cui ne valesse la pena di vivere. Il desiderio del vecchio si trasmette per una  rara alchimia al nipote, il resto del mondo sembra esente da questo miracolo alchemico, la vita scorre con un lieve e continuo peggioramento della condizione umana.  Nel “banale” mistero, che poi si scioglie, pare che ci stiamo dentro tutti e non è facile tirarsi fuori, forse ci vuole il coraggio del vecchio nonno partigiano.
francesco zaffuto

Il libro:  Voi, onesti farabutti – edito dalla casa editrice Caratteri mobili  si può trovare nelle librerie
o direttamente dalla casa editrice alla pagina http://www.caratterimobili.it/caratterimobili/?p=2944
o sulla rete IBS alla pagina
immagine – copertina libro

Natale al cinema con Tempi moderni di Chaplin


Nelle sale cinematografiche dall'8 dicembre e per tutto il mese il film di Charlie Chaplin “Tempi moderni”. Si tratta della copia restaurata dalla Cineteca di Bologna (e contemporaneamente sarà disponibile in dvd).  
Un restauro con una nuova incisione della partitura musicale originale, composta dallo stesso Charlie Chaplin: la famiglia non aveva  mai concesso fino ad oggi che l’incisione dell’epoca (realizzata negli studi Fox da Alfred Newman) fosse sostituita. Nella versione restaurata invece c'è quella di Timothy Brock, alla guida dell’Orchestra NDR Radiophilharmonie di Hannover.
Charlot disse: "Con questo film non mi propongo di trattare alcun problema politico e sociale. I miei eroi saranno degli operai. Il mio personaggio è l'uomo. Non l'ho mai battezzato; non ha nome: è l'uomo". E l’uomo reagisce come uomo a tutti i tentativi di farlo diventare una macchina e ne viene fuori una esilarante commedia umana.

 E’ da non perdere per rivederlo sul grande schermo. E’ da non perdere per i giovani che non conoscono questo film. Di speranze nel 1936 ce ne stavano ben poche, e Charlot chiuse il film con una speranza; oggi i giovani si trovano triturati o espulsi da questa società ed hanno bisogno della stessa speranza.

Ritrovata la testa del bambino malato

E' stata ritrovata l'opera dello scultore Medardo Rosso rubata alcuni giorni fa dalla Galleria d'Arte Moderna di Roma. La testa in bronzo denominata 'Bambino malato' è stata trovata stamattina (08/12/14)  in un armadietto del museo utilizzato dal pubblico. …..
Meno male. Arpa eolica aveva dato in questo post la cattiva notizia sul furto.

Immagine - Testa di bambino malato di Medardo Rosso dalla pagina del sito Scultura italiana.com dove sono visionabili anche altre opere dell’artista.

Fidelio, un successo alla Scala


Il Fidelio di Beethoven, messo il scena alla Scala di Milano per il giorno di S. Ambrogio, è stato un successo.  Applausi scroscianti per l’esecuzione del Maestro Daniel Barenboim, per interpretazione dei cantanti lirici, e in particolare per l’ottima interpretazione canora della protagonista Anja Kampe. La scelta della regista, Deborah Warner, di ambientare il Fidelio in uno scenario moderno non è stata una forzatura (come per altre opere fatte da altri registi); era congeniale alla stessa opera di Beethoven.  La lotta dell’amore contro il potere e la tirannia, rappresentata nel Fidelio (tratta dall'opera letteraria di Jean Nicolas Bouilly - Leonore ou l'amour conjugal),  la possiamo ritrovare nella nostra contemporaneità con i suoi aspetti drammatici; in tanta parte del nostro mondo contemporaneo guerre e tirannie distruggono ogni giorno amori e famiglie.  Il dramma del Fidelio si conclude con un lieto fine, trionfa l’amore sul tiranno, l’amore coniugale di un uomo e una donna, trionfa con un finale travolgente, un inno alla gioia, e nelle note finali sembra prefigurarsi la base di quello che sarà l’Inno alla Gioia della Nona sinfonia.  Beethoven, autore di nove sinfonie,  ci ha lasciato questa sola opera lirica ma per la sua forza sinfonica e per l’intensità del contenuto resta preziosa anche per la nostra modernità.   
 Oggi, 7/12/14 alla Scala si è rappresentato un dramma sul potere, ma anche fuori della Scala si è rappresentato un altro dramma del potere: incidenti e feriti durante la manifestazione che ha voluto rappresentare il malessere sociale che grava su Milano e sull’Italia. (f.z.)


Immagine di repertorio – la Scala di Milano

Rubata la testa del bambino malato


Testa di bambino malato di Medardo Rosso dalla pagina del sito Scultura italiana.com dove sono visionabili anche altre opere dell’artista.
Si tratta di una delle più belle opere della scultura italiana ed è stata rubata venerdì 5 dicembre dalla Galleria d’arte moderna di Roma.  I furti ci sono sempre stati e non c’è da meravigliarsi, ma quando si rubano opere di tale valore significa anche che c’è qualcosa che non va nella sorveglianza.  
Speriamo che non vada perduta definitivamente e che non cada nelle mani di qualche maniaco che vuole godersi l’arte come un fatto privato, tutta per sé. L’arte è sempre un dono all’umanità.

Non è una cosa seria

Quando incontrate una donna vanitosa o un uomo pieno di boria potete fare uso per rilassarvi di questo brano di Luigi Pirandello tratto dalla novella “Non è una cosa seria”
Spesso però le risate di Perazzetti avevano una ragione, dirò così, più costante; e questa davvero non era da spiattellare, là, a tutti; ma da confidare, se mai, in un orecchio pian piano a qualcuno.

La rosa rossa di Oscar Wilde

L'egoismo non è vivere come si vuole vivere, ma pretendere che gli altri vivano come piace a te. E altruismo vuol dire lasciar libera la vita degli altri, senza disturbarli.  L'egoismo mira sempre a creare attorno a sé una uniformità assoluta di tipi. L'altruismo al contrario riconosce  l’infinita varietà di tipi come una cosa piacevole, l’ accetta, vi consente e se ne rallegra. 
Non è egoista pensare per se stessi, un uomo che non pensa per sé non pensa affatto. E’ grossolanamente egoista richiedere al prossimo di pensare nello stesso modo e di tenere le stesse opinioni. Perché dovrebbe? Se può pensare, penserà probabilmente in un modo diverso. Se poi non è capace di pensare, è mostruoso richiedere a lui il pensiero su qualcosa.
 Una rosa rossa non è egoista perché vuole essere una rosa rossa; sarebbe terribilmente egoista se volesse che tutti gli altri fiori del giardino fossero rose e rosse.

Oscar Wilde  Testo in inglese

Selfishness is not living as one wishes to live, it is asking others to live as one wishes to live. And unselfishness is letting other people's lives alone, not interfering with them. Selfishness always aims at creating around it an absolute uniformity of type. Unselfishness recognises infinite variety of type as a delightful thing, accepts it, acquiesces in it, enjoys it. It is not selfish to think for oneself. A man who does not think for himself does not think at all. It is grossly selfish to require of one's neighbour that he should think in the same way, and hold the same opinions. Why should he? If he can think, he will probably think differently. If he cannot think, it is monstrous to require thought of any kind from him. A red rose is not selfish because it wants to be a red rose. It would be horribly selfish if it wanted all the other flowers in the garden to be both red and roses.

TESTI IN RETE SEGNALATI DA ARPA EOLICA -  L’anima dell’uomo sotto il socialismo – di Oscar Wilde – Il testo di questa opera è reperibile in inglese su …


LEOPARDI E IL FILM

 locandina del film di Mario Martone

 Continuano con successo le proiezioni del film su Leopardi “Il giovane favoloso”. Chi non l’ha ancora visto è opportuno che non perda l’occasione. Certo dopo le programmazioni cinematografiche ci saranno le versioni in dvd e le tv; ma questo film merita di essere visto sul grande schermo anche per la scenografia , il paesaggio e la buona fotografia.

LI CRASTI


LI CRASTI   
Poesia in siciliano di Giovanni Meli (l’Abbati) - testo in italiano accanto

è verso l’imbrunire



 E' verso l'imbrunire
 che la malinconia m'assale
 per ciò che non è stato
 del tempo ormai perduto.
 Ma basta al cielo un luccichio
 o fra i capelli
 del vento la carezza
 perché più lieve
 diventi il mio respiro
 e abbracciata io mi senta all'infinito.

Rina Sari
(altre opere e riflessioni dell’autrice sul suo blog http://vocedivento.blogspot.it/  )

Immagine fuori testo - Venezia all’imbrunire  foto da   http://it.wikipedia.org/wiki/File:Photography_of_Venice_at_dusk.jpg

Di me ...

Poesia di Giandiego Marigo - Arpa eolica ringrazia l’autore per il permesso di pubblicazione

Di me ...

Nel teatro della vita

Arpa eolica propone in lettura la poesia “Il Teatro”  di Cettina Giugno

Teatro e vita sono stati posti in similitudine da Pirandello più volte nelle sue  “maschere nude”, e più volte  questo punto di doppia osservazione è stato usato da tanti poeti e narratori. Cettina Giugno ripercorre questa osservazione in tutta la sua drammaticità cercando le differenze …  


IL TEATRO

Nel teatro della vita
 recitiamo la nostra commedia
 vagano sulla scena personaggi
 di pensieri spogliati
 Sullo specchio del tempo
 umane maschere riflesse
 immaginosi ruoli
 ad interpretare una trama scritta
 con incisive didascalie
 nell’impetuoso flussare
 dell’umano destino
 Marionette snodate
 mosse da invisibili fili
 ricalcano il proscenio
 quotidiane farse rivissute
 da fantasmi diversi e contrapposti
 mentre scandagliano
 solchi di vita di volta in volta
 reinterpretati
 nell’alternanza dell’essere
 personaggi in cerca di un ruolo
 con recita a soggetto
 fluttuante e scontato
 al cospetto di un pubblico distratto.


immagine - sipario dal web

Essere altro

ucheddu II
poesia di Giandiego Marigo Arpa eolica ringrazia l’autore per il permesso di pubblicazione

ESSERE ALTRO 

L'ALLIANZA DI LI CANI


       (busto di Giovanni Meli detto L’Abbati)

 In questo particolare momento di crisi politica ed economica dell’Italia e degli italiani, mi pare opportuno rileggere questa antica poesia dell’Abbati Meli che tanto rispecchia comportamenti e fatti.  Chi riesce a goderla in siciliano ne apprezzerà anche i risvolti sonori, per chi ha qualche difficoltà con il siciliano ho provato a inserire accanto una mia traduzione. Buona lettura (f.z.)


L'ALLIANZA DI LI CANI                                             L’alleanza dei Cani

Tra Concu e Capu di Bona Spiranza,                      Tra Congo e Capo di Buona Speranza,
E in tutta l'Ethiopia ci sù cani                                    e in tutta L’Etiopia ci sono cani
Salvaggi e feri assai, ma chi allianza                          molto fieri e selvaggi, ma che alleanza
Hannu tra d'iddi da antichi Spartani,                         hanno tra loro come antichi Spartani,
Eserciti furmannu e battagghiuni                               eserciti formano e battaglioni
D'affruntari li tigri, ursi e liuni.                                   d’affrontare le tigri, orsi e leoni.

Lu jornu vannu a caccia squatrunati,                        Di giorno vanno a caccia in squadroni,
Facennu predi di qualunqui sorti,                             facendo prede di qualunque tipo,
Poi tornanu a li tani carricati                                    poi tornano alle tane caricati
Di l'animali in guerra o prisi o morti,                        di animali presi in guerra prigionieri o morti,
E cu esattu economicu bilanciu                               e con esatto economico bilancio
Si li spartinu, e fannu lu so ranciu.                           se li dividono e fanno il loro rancio.

Or’avvinni (pri quantu lu vicchiuni                          Ora avvenne (per quanto il vecchione
‘Ntra lu tarlatu miu libru truvau)                             dentro il tarlato mio libro trovò)
Chi di sti cani ci nni fu un squatruni,                       che di questi cani ce ne fu uno squadrone,
In cui la gran catina si smagghiau,                          in cui la gran catena si smagliò,
Pri l'abbusu di avirsi postergatu                              per l’abuso di avere postergato
Lu publicu vantaggiu a lu privatu.                           il pubblico vantaggio al privato.

Pirchì turnannu cu la preda ogn’unu                       Perché tornando con la preda ognuno
Sinni ammucciava deci e vinti parti,                        se ne ammucchiava dieci e venti parti
E dicchiù si spacciava pri dijunu                            e di più si spacciava per digiuno
Pri dumannari l'autra chi si sparti;                           per domandare l’altra che si sparte;
Perciò la preda nun putia bastari                            perciò la preda non poteva bastare
Pri tutta la gran chiurma saturari.                            per tutta la gran ciurma saziare.

Circaru ripari a stu sconcertu                                 Cercarono riparo a questo sconcerto
Tutt’obbligannu a li riveli esatti,                              tutti obbligando a rivelazioni esatte,
Ma nun pigghiaru, pri esseri scuvertu                      ma non pigliarono, per essere scoperto
Lu cuntrabbannu, li misuri adatti;                            il contrabbando, le misure adatte;
Pirchì tutti sti liggi e sti misuri                                 perché tutte queste leggi e questi misure
L'avìanu impostu li contravventuri.                        l’avevano imposto i contravventori.

Si agghiuncìa chi li dazj da pagari                           Si aggiunga che le tasse da pagare
Eranu ripartuti tantu a chiddi                                  erano ripartite tanto a quelli
A cui l'abbastu vineva a mancari,                           a cui il poco veniva a mancare,
Quantu a cui supricchiavacci pri middi                   quanto a quelli con soverchio di mezzi
L'unu pagava a costu di la panza,                           l’uno pagava stringendo la panza,
L'autru menu di menu chi ci avanza.                       l’altro meno di meno di ciò che gli avanza.

Sta cosa chi purtau? chi l'osservanti,                        Ciò cosa comportò? Che gli osservanti,
Li debbuli, li vecchi, e li malati, .                               i deboli, i vecchi, e i malati,
Cu li ventri ristavanu vacanti,                                    restavano con le pance vacanti,
E li forzi vinevanu mancati;                                       e le forze divenivano mancanti:
Parti murianu di consunzioni,                                    parti morivano di consunzioni,
Parti a la guerra 'un eranu chiù boni.                         parti a la guerra non erano più buoni.

L'uni pri fami, l'autri pri l'eccessu                              Alcuni per fame, gli altri per eccesso
Di lu manciari abbuttati e gravusi                              del mangiare pieni e gravosi
Nun putevanu curriri d'appressu                               non potevano correre appresso
A l'imprisi chiù forti e chiù azzardusi;                        alle imprese più forti e più azzardose;
Eranu 'nzumma li pochi ristati                                    erano insomma in pochi restati
Li chiù infingardi e li debilitati.                                   i più infingardi e i debilitati.

La cunseguenza fu chi a un primu attaccu                   La conseguenza fu che a un primo attacco
Foru, in locu di battiri, battuti:                                    furono, al posto di battere, battuti:
Li lupi e ursi ni ficiru smaccu.                                     i lupi e orsi ne fecero smacco.
Pozza st'esempiu so fari avviduti                                Possa questo esempio fare avvedute
Tutti li societati di dd'armali,                                       tutte le società degli animali,
Chi vantati si sù razzionali.                                         che si vantano di essere razionali


Sempre di G. Meli  su questo blog LI CRASTI

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