facendo discutere, ma con le sue poesie diventate canzoni ha segnato un’epoca;
ancora oggi in questo mondo desolato avremmo bisogno di respirare quell’aria di
nuovo che si respirava in quegli anni …
Arpa eolica saluta la scelta del
nobel a Bob Dylan con una sua canzone e con il suo testo poetico “Desolation Row”
Indubbia arditezza quella di Benigni di cimentarsi in uno spettacolo
imperniato sul commento ai 10 Comandamenti. Difficilissimo per Benigni è stato sicuramente il primo comandamento, sul quale ogni commento poteva risultare complesso; su gli altri Benigni é volato meglio mettendo a nudo le contraddizioni della società moderna, società che ha ancora tanto da imparare dai dieci comandamenti. Su quel comandamento che la Chiesa Cattolica ha trasformato in “non commettere atti impuri”, e che nella versione dell’Esodo letteralmente risulta “non commettere adulterio”, Benigni è riuscito ad esercitare una satira pungente su quello che è stato l’oscurantismo cattolico in materia di sesso. Sull’ultimo comandamento “Non desiderare la roba d'altri ….” la spiegazione, a mio avviso, è stata un po’ lacunosa. Benigni ha sposato la tesi interpretativa del non desiderare altro da sé; tesi giustissima ma insufficiente. Occorreva aggiungere che il desiderare per sé un po' di giustizia nella divisione dei beni è sacrosanto, specie se quel prossimo possiede centomila buoi e cinquantamila asini. Riguardo ad interpretazioni dei 10 comandamenti, fatte da artisti, si vuole qui ricordare quella breve e spinosa fatta da Fabrizio De Andrè. (f.z.)
La leggenda narra che Omero nel cantare per strada i suoi versi si accompagnasse con la lira, la poesia antica era in qualche modo vicina alla musica; sono rari i grandi poeti moderni che hanno avuto il dono di accompagnare i propri versi con la musica, nella rarità brilla Fabrizio De Andrè.
Arpa eolica, voleva rendere omaggio a questo poeta, ed ha chiesto a Matteo Tassinari, che l'ha conosciuto ed amato, il permesso di duplicare un suo articolo apparso in febbraio (2013) sul suo blog.