Cassola e il disarmo - La letteratura non basta

Presentazione del libro
Cassola e il disarmo
La letteratura non basta
Giovedì 27 Aprile alle ore 19
presso la Libreria Verso – corso di Porta Ticinese 40
Milano
Interverranno i curatori
Angelo Gaccione e Federico Migliorati

Qui il link del post di presentazione di Arpa eolica


post inserito il 22/04/2017
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Le disavventure dell’arte gratuita


Salvatore Salamone, “La battaglia di Legnano, Il trionfo della morte”  colori acrilici su tavola, m. 4,50 di base, realizzato nel 1979, per la Caserma Montelungo in Bergamo

Il mio amico pittore Salvatore Salamone (detto Turi) si chiedeva che fine avesse fatto il suo pannello dipinto tanti anni fa, durante il suo servizio militare,  gratuitamente per la caserma di Montelungo in Bergamo.
Dopo una breve ricerca su internet dissi all’amico Turi che quella caserma stava in stato di abbandono da tempo, lo si poteva desumere da due articoli di giornali del Luglio 2013


Per sapere qualche cosa in più il mio amico pittore ha telefonato al Comune di Bergamo
… ho provato a telefonare al comune di Bergamo per chiedere a che punto è la cessione della caserma Montelungo dal demanio al comune,  ad oggi non è avvenuto nulla. Del pannello non si hanno notizie in quanto non si può accedere ai locali. Ieri ho scritto via mail all'agenzia del Demanio, attendo notizie. In conclusione c'è al centro di Bergamo un vasto immobile che è chiuso ed inutilizzato invece di essere ristrutturato recuperato ed adibito a nuove funzioni culturali o abitative, insomma dopo 15 anni è ancora tutto fermo….

Questo è quello che può accadere all’arte gratuita,  ma nel nostro paese accade in generale all’arte,  ai beni artistici e ai beni demaniali, un grande spreco. L’arte è sempre gratuità  è un dono lasciato in custodia a chi se ne prende cura  (f.z.)

La pagina di Arpa eolica dedicata a Salvatore Salamone detto Turi


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Mandela e la poesia

I 5 dicembre ‘13 Nelson Mandela ha lasciato questo mondo. Nel '900,  secolo contraddittorio e spesso buio,  Mandela è stata una luce di libertà, coraggio e rispetto per la dignità umana

 Mandela diceva che la poesia  ci può essere di aiuto  come un mantra da ripetere nei momenti più difficili della vita.

Etna, eruzione 16 17 novembre 2013

 … noi restiamo stupidamente vecchi
mentre il magma della terra ribolle

assesta colline e monti



Arpa eolica vi invita a percorrere questo itinerario nel vulcano Etna - realizzato da Turi Caggegi  (si consiglia la visione a schermo intero e con il sonoro )
servizio inserito alla pagina di youtube
https://www.youtube.com/watch?v=q6Mm1SsQk20


viaggi oltre le parole

Sul suo blog e su google+,  spesso Alberto Cane inserisce delle foto che riescono a viaggiare oltre le parole, spesso è quella grigia Milano che ci appare in tutta la sua bellezza

Qui il  duomo è accarezzato dall’arcobaleno


Qui il tanto discusso dito di Cattelan che discute con il cielo


Ma è la Milano dei milanesi che spesso troviamo nelle foto di Alberto,


con il rumore delle manifestazioni
O
con il borbottare di particolari dazebao


Una Milano che tanti writer vogliono colorare con grazia e gentilezza

itinerario oltre il virtuale

in questo mondo labile che viaggia su internet è possibile un incontro che va oltre il virtuale
qui una prova


MILANO, CITTA' SEGRETA

Post di Ambra

Basilica di Sant'Eustorgio
 “Ci sono città di evidente bellezza che si danno a tutti,
e altre segrete, che amano essere scoperte”
Carlo Castellaneta, Nostalgia di Milano

All'insegna di questa citazione, siamo andati, prima di mattino e poi di pomeriggio a scoprire la città del nostro ottavo incontro.
Chi lo dice che a Milano tutti corrono incessantemente e nessuno si dedica ad oziose e divertenti passeggiate?
E' invece proprio quello in cui si è cimentata una buona parte dei blogger convenuti a Milano per un incontro fatto di nuove conoscenze, simpatia, allegria e scambi di affetto e buonumore.

Complice un tempo più che clemente che ci ha regalato anche degli sprazzi di sole, alle 11:00 un gruppetto di una decina di blogger ha iniziato il percorso, se non di vita, almeno di piacere, lasciandosi alle spalle il Duomo per dirigersi verso il Teatro alla Scala fino al Castello Sforzesco.
Nel frattempo, tra chiacchiere, soste e fotografie degli angoli più suggestivi, era già arrivata ora di pranzo. Di nuovo a piedi (quasi tutti i componenti) dal Castello, lungo tutta via Camperio per oltrepassare il Palazzo Mezzanotte già sede della Borsa Valori.
Qualche chilometro più in là lungo

memoria della Milano Perduta

Questo itinerario nella memoria della Milano perduta è stato realizzato
 da Ambra Borganti del Bono per il blog  http://senecamilano.blogspot.it/
Arpa eolica ringrazia l’autrice che ci ha permesso di ripresentarlo in questo blog. 

Post di Ambra
L'idea del post mi è nata da una mail inviatami da Liz e se l'ho raccolta non è tanto per nostalgia di un tempo e di un mondo ormai finiti, che non ho nemmeno conosciuto, quanto per la sensazione di un salto senza precedenti che in un secolo ha spazzato via cultura, ambienti, abitudini e personaggi.

Artaud – conclusioni

Con questo post si conclude l’inserimento su Arpa eolica del saggio su Antonin Artaud di Federico Zaffuto – tutto il piano dell’opera su


(dipinto di A. Artaud)

Per farla finita con il giudizio di Dio
PHONÉ, LOGOS E RADIO

Nella ricerca di questa oralità, che a questo punto potremmo definire tribale, un
medium tecnologico quale la radio può portarci a recuperare quella «parola parlata»
che l’alfabeto fonetico ha trasformato in un «codice meramente visivo» (143). McLuhan
sostiene che tramite i mezzi elettronici abbiamo ricreato nella nostra cultura
l’esperienza indigena e non-letterata e che proprio la radio, dilatando le dimensioni
percettive, creerebbe quel campo iperestesico ed onnicomprensivo che sarebbe
capace di stimolare gli stessi tipi di reazioni presenti nelle culture orali, la cui risposta
è di totale coinvolgimento. (144) La radio quindi influenza l’intero sensorio
umano e, alterando e accelerando la percezione delle cose, crea un nuovo destinatario
avente una sorta di organismo espanso con «il cervello fuori dal cranio e i nervi fuori
della pelle»(145). Non è possibile riscontrare in Artaud una teoria che giustifichi e
spieghi la scelta di tale mezzo tecnologico, ma quando McLuhan ci dice che la radio
è un «mezzo caldo» di notevole coinvolgimento e che «le sue profondità subliminali
sono cariche degli echi tribali e di antichi tamburi»(146), siamo di fronte ad un’idea che
sembra partecipare della stessa ispirazione che probabilmente portò Artaud a
scegliere questo mezzo tecnologico per il proprio lavoro. Sempre a detta di McLuhan
se l’alfabeto fonetico è stato un mezzo che ha prodotto una rottura tra l’esperienza
uditiva e quella visiva, a chiaro vantaggio di quest’ultima, attraverso la radio - che è
un «mezzo caldo» ovvero un mezzo che porta un unico senso (l’udito nella
fattispecie) «ad un’alta definizione, fino allo stato in cui si è abbondantemente colmi
di dati»(147) -  si può recuperare una dimensione che ci avvicini a quella oralità
perduta.

Ennio Flaiano: Tempo di uccidere


Recensione di Giuseppe Mucciante

Siamo nel 1947, l'Europa uscita dalla guerra comincia una lenta e difficile ricostruzione. L'Italia riscopre la democrazia dopo venti anni di regime totalitario. La prima assemblea eletta democraticamente sta scrivendo i principi della nuova Costituzione con faticosi compromessi tra l'area democristiana, uscita vincitrice dalle prime elezioni libere e quella di sinistra che vorrebbe dare più voce agli ideali di progresso sociale espressi dalla Resistenza.
Gli intellettuali progressisti sono animati dalla volontà di raccontare e di analizzare. Sotto l'impulso della scoperta degli scritti di Antonio Gramsci, il Neorealismo cerca, con non poche contraddizioni, uno sbocco progressista alla produzione culturale nel cinema e nella letteratura.
Anche Italo Calvino, altrove non molto sensibile alla

Artaud – Per farla finita con il giudizio di Dio

Con questo post continua l’inserimento su Arpa eolica del saggio su Antonin Artaud di Federico Zaffuto – tutto il piano dell’opera su


(dipinto di A. Artaud)

Per farla finita con il giudizio di Dio
LA VOCE
Abbiamo potuto vedere quanto l’esito al quale Artaud era arrivato con la produzione
dei suoi disegni fosse in linea con le sue riflessioni più giovanili sull’arte pittorica e
con le istanze di rinnovamento del teatro. Si trattava di mettere in discussione la
realtà sin nelle sue fondamenta più profonde, sino a quella scissione del
soggetto/oggetto che veniva rimessa in discussione nei disegni dell’ultimo periodo.
Prima di arrivare ad un gesto grafico così drammatico e così violento, la sua
sperimentazione era passata attraverso la ricerca di un linguaggio nuovo fino a
giungere ad una riflessione che riguardava la costituzione del corpo umano. Si è
voluti partire da una analisi dell’ultima sua opera e ricostruire un percorso che
trovasse una coerenza nella particolare varietà di lavori a prima vista così
disorganici. Ma i 50 dessins pour assasiner la magie sono un’opera che rimase
incompiuta, l’ultima produzione condotta a termine attribuibile ad Artaud è Per farla
finita con il giudizio di dio. Questo è un lavoro molto particolare che egli aveva
concepito per una trasmissione radiofonica e che però, con suo grande rammarico,
non fu mai trasmesso. Si possiede comunque di esso il testo e l’incisione che doveva
essere mandata in onda, curata dall’autore stesso.

una mostra e una poesia

Cavaliere umanità tempo, civiltà affresco graffito Atemporale – cm: 50×100 – 2008
la poesia di Pino Canta dedicata 
A Gianfranco Testagrossa  artista di mare di terra e di nebbia

fratello di sensibilità iper
e assoluta emozione ancestrale
che cerca l’intensità esistenziale
nell’istante che vive e si moltiplica
nel segno cosmico ed arcaico
che diventa già futuro
forza spontanea e unica
trovata nell’inconscio collettivo e universale
attraverso la comunione di sensibilità
e totale perfezione dell’immortale
spiritualità d’incontro delle anime comuni
 Pino Canta

La mostra si tenne presso la biblioteca di Crescenzago a Milano nel 2012 in ottobre/novembre e il poeta Pino Canta ancora ricorda

ARTAUD – IL CORPO SENZA ORGANI

Con questo post continua l’inserimento su Arpa eolica del saggio su Antonin Artaud di Federico Zaffuto – tutto il piano dell’opera su
ANTONIN ARTAUD: LA DISSOLUZIONE DELLE FORME E LA produzione del mondo


 DISSOLVERE L’ANATOMIA: IL CORPO SENZA ORGANI E IL GIUDIZIO DI DIO 
 La missione che l’arte ha di creare mondi non investe soltanto il problema della
rappresentabilità dell’oggetto ma anche quello che riguarda la struttura corporea
dell’uomo. Se questo avviene nella pittura già a livello della percezione, è ancora più
specificatamente grazie al teatro e al suo utilizzo dei diversi linguaggi deputati a
differenti organi di senso che si può realizzare tale scopo. Ecco perché nelle prime
pagine de Il teatro e il suo doppio ci viene detto: «L’importante è questo: la
formazione di una realtà, l’irruzione inedita di un mondo. […] Lo spettatore che
viene da noi sa di venire a sottoporsi a una operazione vera, dove sono in gioco non
solo il suo spirito ma i suoi sensi e la sua carne. Andrà ormai al teatro come va dal
chirurgo o dal dentista. Con lo stesso stato d’animo, pensando evidentemente di non morire per questo, ma che è una cosa grave e che non ne uscirà integro»(102). Si rischia di fraintendere questo continuo ricorrere a immagini come smembramenti, corpi straziati, dissezioni, e di interpretarlo per un eccessivo e facile gusto verso tematiche violente che vanno di pari passo con l’idea di crudeltà. Già abbiamo spiegato come questo termine non vada inteso in tale direzione, ma c’è di più, l’idea di Artaud è quella di un uomo costituito male al quale bisogna «rifare l’anatomia», e ogni richiesta così radicale nelle dinamiche dell’esistenza non può che comportare una scelta rischiosa e sofferta: «È la coscienza a conferire all’esercizio di qualsiasi atto della vita un colore di sangue, una nota crudele, perché è chiaro che la vita è sempre la morte di qualcuno»(103).

Oldani al Ponte delle Gabelle


L’Associazione La Conta si fece promotrice il 21 ottobre 2013 di una serata con il poeta GUIDO OLDANI, 
al CAM Ponte delle Gabelle, in via San Marco, 45 a Milano.
Qui alcune note biografiche inviate ad Arpa eolica dall'Associazione la Conta su Guido Oldani

GUIDO OLDANI è nato nel 1947 a Melegnano (Mi). È attualmente una delle voci poetiche internazionali più riconoscibili. Ha pubblicato sulle principali riviste letterarie del secondo Novecento ed è autore delle raccolte Stilnostro (CENS 1985), introdotta da Giovanni Raboni, Sapone (2001), edita dalla rivista internazionale "Kamen", La betoniera (LietoColle 2005). È stato curatore dell'Annuario di Poesia Crocetti ed è presente in alcune antologie, tra cui Il pensiero dominante (Garzanti 2001),Tutto l'amore che c'è (Einaudi 2003) e Almanacco dello specchio (Mondadori 2008). Con Mursia ha inaugurato la Collana Argani, che dirige, pubblicando Il cielo di lardo e nel 2010 Il Realismo Terminale. Nel 2013 Mursia edita La faraona ripiena, curata da E. Salibra e G. Langella, raccolta di saggi critici sul Realismo Terminale. Nel 2010 l’attore Gilberto Colla ha ideato, interpretato e diretto lo spettacolo teatrale Millennio III nostra meraviglia, tratto dalle opere di Oldani.

Giandante X

Giandante - Dante Pescò - Paesaggio infuocato 1965 - cm. 35x50

Una serata per ricordarlo con la presentazione del CATALOGO DELLE OPERE PITTORICHE DI DANTE PESCO’ “GIANDANTE X”
dalle ore 18,30 di giovedì 14 novembre 2013, alla Camera del Lavoro di Milano – C.so di Porta Vittoria, 43 a Milano.

La serata è stata organizzata da: L’Associazione Memoria Storica Giovanni Pesce, la Sezione ANPI Mario Greppi, la CGIL Camera del Lavoro Metropolitana, l’ANPI Provinciale di Milano in collaborazione con l’Associazione La Conta  -  In particolare durante la serata verrà presentato il CATALOGO DELLE OPERE PITTORICHE DI DANTE PESCO’ “GIANDANTE X” – Circolare libere dopo la grande lotta, ecco il bel sogno umano (Giandante X) edizione Ass. Memoria Storica Giovanni Pesce, con la partecipazione di:Graziano Gorla - Segretario Gen.le Camera del Lavoro di Milano, Metello Cavallo – Sez. Anpi Mario Greppi, Cenati Roberto – Anpi Provinciale Milano,Roberto Farina - Curatore catalogo di Giandante X, Roberto Dulio - Prof. di Storia dell'Architettura del Politecnico, Piero Pittini - Storico, Rita Pescò -nipote di Giandante X, Tiziana Pesce e Ketty Carraffa (che coordina la serata),  Ass.ne Memoria Storica – Giovanni Pesce. Parteciperanno altresì alla serata Gianpietro Marazza, fisarmonica e Mario Toffoli, voce e chitarra, che eseguiranno alcuni canti e musiche tratte dei repertori della Guerra Civile Spagnola e della Resistenza. La serata si concluderà con il rinfresco offerto a tutti i presenti.

Il pittore anarchico e antifascista Dante Pescò, che scelse il nome di Giandante, ebbe una vita travagliata e molte delle sue opere andarono perdute. Qui le note biografiche che ci ha fatto pervenire l’Associazione la Conta.

Nasce l’8 agosto 1899 a Milano, primogenito d’una ricca e numerosa famiglia di industriali tessili.
 Il padre non deve vedere di buon occhio le aspirazioni artistiche del figlio. E’ il 1° ottobre del 1916 quando Giandante lascia per sempre la casa paterna e comincia una vita di studio, senza mezzi. Nel 1919 prende la laurea in architettura; due anni dopo, in filosofia. E’ il più giovane architetto italiano. Sceglie in quegli anni lo pseudonimo che terrà tutta la vita: "(…) si dichiarò Giandante; realmente fu un viandante perché non ebbe sosta e, fu anche un crociato, perché sulle sue spalle s’applicò l’enorme incognita X (eterno divenire)".
E’ tra i primi a rispondere colpo su colpo alle squadracce fasciste, nelle fila degli "arditi del popolo".
Disegna moltissimo, passa notti insonni a "inseguire" con la "matita pura e rapidissima come il fulmine" tutto ciò che vede muoversi nel suo studio, "dalla pulce alla formica (…) indi le pietre, le piante e finalmente il misterioso e perfetto essere vivente in continua evoluzione: l’uomo, il diamante intellettuale della materia". Nel dicembre del 1920 espone 2500 piccoli studi a china e a matita, nei quali si può notare una ricerca antinaturalistica, di matrice nordica, che non ha simili in Italia, se non in Wildt, che cura il catalogo della mostra. Potrebbe ora, spinto dal successo d’esordio, percorrere le vie usuali che si aprono a un giovane di talento in una città come Milano, ma si ritira nel suo studio.