memoria della Milano Perduta

Questo itinerario nella memoria della Milano perduta è stato realizzato
 da Ambra Borganti del Bono per il blog  http://senecamilano.blogspot.it/
Arpa eolica ringrazia l’autrice che ci ha permesso di ripresentarlo in questo blog. 

Post di Ambra
L'idea del post mi è nata da una mail inviatami da Liz e se l'ho raccolta non è tanto per nostalgia di un tempo e di un mondo ormai finiti, che non ho nemmeno conosciuto, quanto per la sensazione di un salto senza precedenti che in un secolo ha spazzato via cultura, ambienti, abitudini e personaggi.

Guardando queste foto, è strano pensare per esempio, che le balie che si occupavano dei bambini dei ricchi sono state sostituite dalle badanti che si occupano dei vecchi.

Balie in piazza Castello - 1900
Spariti o irriconoscibili oggi, personaggi e luoghi simbolo della città.



I TRASPORTI
Vetture, vetturini, carri, cavalli, ambulanze, taxi. Scomparsi e sostituiti da altro con le stesse funzioni.

L'autolettiga della Croce Rossa - 1920


Il carro dei lavandai in piazza S. Stefano - 1915
Il carro dei Pompieri - 1914


Il carro della spazzatura - 1920


Il Cavallante - 1910 (Faceva servizio di corriere)


Chauffeur - 1915 (Noleggio auto con conducente)


Il brumista (vetturino) in Duomo - 1935

Brumista in attesa - 1915


El pustin - 1910 (Il postino)

LE LAVANDAIE
La Milano povera lavava i panni sporchi "in piazza" sulle rive del Naviglio. O meglio, le classi povere lavavano i panni dei ricchi. All'inizio erano uomini, in seguito donne e, per lavare, si inginocchiavano sul "brellin", una sorta di cassetta con un lato aperto per le ginocchia e dove spesso veniva appoggiato un cuscino. Curiosità: El Brellin è il nome di un ottimo ristorante situato lungo il Naviglio Grande all'angolo del Vicolo dei Lavandai.

 I lavandée in del brellin - 1920 
Lavandaie sul Naviglio
Lavandaie


Lavandaie a Porta Ticinese - 1920

I MESTEE - I MESTIERI
Gli ambulanti - dai nomi suggestivi del dialetto milanese - per le vie e per i cortili richiamavano l'attenzione  urlando "donneeee". ("Donneee, l'è arivà el giazzée") per offrire i loro servigi o per decantare i loro prodotti.
Eccoli, spariti e soppiantati da nuove proposte più idonee a una città cosmopolita..
El giazzée (Il venditore di ghiaccio)



El mulita in piazza Fontana 1915 (L'arrotino)



El Bagat - 1888 (Il ciabattino)

El Cadreghée o El Cadregàtt - 1915 (Impagliatore di sedie)



El ciapacan - 1910 (L'accalappiacani)



El garzun del prestin - 1915 (Il garzone del panettiere)



El firunatt - 1915 (con sulle spalle "el Firun"uno
spago in cui infilare le castagne cotte)

El Lampionée - 1915 (Il Lanternaio)


El Materassée - 1915 (Il Materassaio, con il dondolo per cardare la lana)




El Molètta (L'Arrotino)


El Ranatt (Venditore di rane - "ciapà in di foss")


El Scuinatt (Il venditore di scope)



El Spasacamin - 1915 (Lo spazzacamino)



I Rizzadit - 1915 (I  selciatori)


La carèta del latée - 1915 (Il carretto del lattaio)


L'umbrelée - 1930 (L'ombrellaio)


Manovali in pausa in Largo Cairoli - 1890


Militari e Domestiche in piazza Duomo - 1910


Largo Augusto - 1910 Urtulan al Verzé (Ortolani al Verziere)


Quel di brugn morell - 1915 (Il venditore di prugne)


Quel di inciod e saracch (Il venditore di acciughe e saracche)


Il suonatore d'organetto - 1910


Il Venditore di caldarroste - 1890
Quel di scotti cald - 1915 (Venditore di caldarroste)

Quel di magiostar - 1915 (Il venditore di fragole)


Il venditore di anelli per chiavi e ombrelli - 1915


Foro Bonaparte, Il venditore di frutti caramellati


I venditori di pere cotte - 1915


Venditore di torrone - 1910


Venditrice di stringhe e lucidi per scarpe - 1915


El Zibrett - 1915 (Il venditore di ciabatte e scarpe)


Quel del café (Venditore di caffé)
Immagini scaricate da Milano Free

2 commenti:

  1. Grazie, Francesco, di questa rievocazione. Amo la mia città e vorrei, per un momento, poter fare un salto all'indietro nel tempo in quell'atmosfera tanto diversa dalla nostra, di cui, in qualche modo, mia madre mi ha trasmesso memoria e nostalgia.

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  2. Ciao Ambra,
    sono arrivato a Milano agli inizi degli anni 70, già noto una grande diversità rispetto a quegli anni, e ne sento forte l’assenza. La memoria può rinnovare una nostalgia struggente, ma può anche portarci in quello scorrere del tempo che allarga la nostra coscienza. La tua passeggiata ci permette di fare uno di questi viaggi. E’ un post dove si può ripassare ogni tanto.

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