Liceo breve in 4 anni “alla chetichella”


 Dopo tutti i tentativi “falliti” di precedenti Governi di riformare le scuole superiori in 4 anni, ora arriva un dispositivo soft, quasi “alla chetichella”, senza far tanto rumore, tanto si tratta di una sperimentazione, saranno coinvolti solo 100 istituti.
 Se il governo si assumeva in pieno la responsabilità di una riforma delle superiori in quattro anni avrebbe dovuto sicuramente fronteggiare l’ostacolo dei sindacati  (poiché una tale scelta porta in pochi anni ad una riduzione di un quinto dell’occupazione dei docenti); ma in questo modo diventa solo una scelta fatta dagli stessi docenti (e soprattutto da Presidi) di singole scuole che vorranno appuntarsi un bell’encomio sul vestito. Non mancheranno poi di certo famiglie ben disposte a scrivere i figli in un corso accelerato: tutto sommato prospettare un anno in meno viene vissuto come un notevole guadagno (arrivi prima all’Università o arrivi fresco e subito a chiedere un lavoro).
 Una volta che “alla chetichella” la cosa si fa, poi è possibile farla passare con un decreto estensivo; la medicina è stata provata e ben testata; addirittura tanti bravi docenti si sono cimentati come cavie con i propri studenti.
Francamente, in uno Stato con la scuola pubblica, avrei preferito che lo stesso Stato  si assumesse  le sue responsabilità, che fosse lui a decidere quali programmi ridurre e quali materie tagliare; poiché è impensabile che tutto  quello che si fa in 5 anni si possa fare in quattro senza apportare sostanziali cambiamenti nel pacco degli insegnamenti.
 Ma uno Stato così doveva fare i conti con una opposizione. Ormai nella società liquida, per motivi elettorali, si cerca di evitare di pagare il conto, il conto lo si lascia alle future generazioni.
 Cittadini e cari amici lo Stato siete Voi, e di conseguenza (LUI)  Vi lascia provare; provare sulla Vostra stessa pelle.
Francesco Zaffuto

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post inserito il 10/08/2017
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3 commenti:

  1. "alla chetichella" assomiglia sia al principio della rana bollita che alle riforme di contrabbando, in più chi sta in alto, chi propone e decide (Miur , Stato) si fa bello, si mette l'aureola, vuole e riceve applausi, poi sugli altri (sudditi, esecutori) ricadranno oneri, responsabilità, critiche, note di biasimo, confronti sgradevoli con chi aderirà e darà soddisfazione al committente.

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  2. E' uno Stato che non solo vuole ridurre il numero di docenti ma anche ridurre il più possibile l'istruzione e la crescita culturale dei giovani e questo per ovvie ragioni...

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