il 25 aprile di Andrea Zanzotto




I versi di Andrea Zanzotto ci portano in un 25 aprile intenso, vissuto e privo di retorica.
Propongo qui in lettura:
Altri 25 aprile
- tratto da “Eterna riabilitazione da un trauma di cui s’ignora la natura” Nottetempo 2007
e
Verso il 25 aprile 
– tratto da Idioma

Altri 25 aprile
Tristissimi 25 aprile
morti in piedi, sull’attenti
al cimitero
qualche osso perso per la strada
nel sole sfacciato freddo
– o è lo stesso, tutto raggi gamma
noi sordi al 70%
sentiamo gente che parla
come da un altro mondo. 
5 pianeti occorrono alla fame dei terrestri
terroristi in favore della
pletora
ma il re degli scemi governa
ma il re degl’ipocriti
da cent’anni siede avvitato al seggio degli idiotitani
SULLA STRADA DEL MURO
La stoltezza che circola si palpa
come un vento
i vecchi partigiani
si perdono coi loro alzaimer
i vecchi ex-internati
nei loro post-ictus
tutto è perso o
sotto malocchio
al gatto Uttino hanno
spezzato la coda
Nulla so del filmato
sulle ceneri già lontane
del ragazzo Turra/ massacrato in Colombia
Non parlatemi più di niente che non sia niente
Ma nelle immondizie
troverò tracce del sublime
buone per tutte le rime
25 aprile 2006

VERSO IL 25 APRILE

Trissotin:
Vous avez le tour libre, et le beau choix des mots.Vadius:
On volt partout chez vous l'ithos et le pathos.(MOLIÈRE, Les femmes savantes)
Nel tempo quando avevo i sentimenti,
da cui nessuna forza poteva ripararmi
nessun noa né tabu
il 25 aprile andando per i cippi
dei caduti, come per le stazioni di un calvario,
sopraffatto tremavo, e poi dalla piccola compagnia mi defilavo
come in una profonda definitiva pioggia.
Il vostro perire - nel sacro della primavera -
mi sembrava la radice stessa di ogni sacro.
Anche se per voi, certo, non lo era.
Anche se eravate scomparsi una sera
presi da batticuore, ormai rimossi da impatti col vivente
proprio per l'essere stati fino-al-picco del vivere.
Io no. Scrivevo in quegli anni entro gli annali della mia morte,
deliravo sul verde delle piante, sulla beltà,
senza perdonarmi ignoravo, quasi, ogni assenza
e svanimento con me, nella mia omertà.
Ora mi pare di vedere, con onesta ebetudine
e insipidire dei sentimenti, il tradirsi
di tutto in molte friabili forme
senza arrivare a un niente veramente accettabile,
reo totale come si vorrebbe;
e l'adombrarsi di ora in ora
mi pare una fatata legge, con una sua eleganza,
e il silenzio non dista dal grido -
piamente connessi chi sa dove
entro la tresca fuggente di questi prati e forre. Ma:
lo sterminio è ovunque e sempre in atto
mai c'è stato armistizio dopo l'eroica emergenza
e la morte-di-paglia si fa di gran lunga più orribile
che quella per piombo nel tempo
[[sadico/mitico.
Allora: vedere senza battere ciglio, come al frullare
dello sgricciolo nulla batte ciglio
tra gli spogli cespugli del clivo di Carbonera.
E questa dunque la saggezza perversa della sera?
E questa la congiunzione alla sapienza,
la farneticata ieri come vera
congiunzione al coraggio?
Ora, compagni, amici, né-amici, né-compagni -
dèi per me malgrado voi stessi -
avvicinandomi per cumulo di età
e per corrosione a quel punto
in cui voi foste allora -
mi riconduco, osando muto, ad allora, per voi;
e sono partecipe, finalmente, delle azioni
da cui mi distoglieva il deliquio amoroso e pauroso
anche se in esse ero travolto. Mi pare

……………………………………………..
Mi pare, e con mano assisto la tenerezza e il profumo
non ancora del tutto spento,
e i tracciati dei viottoli i fogliami e i filamenti vitali;
con mano assodo i pregi dell'essere vissuto,
e passato a un millimetro da dove
la selva e il vostro sangue
si sfiniscono, incespicano, sputati fuori mano.
se ancora si gira per i cippi
- emersi a picco -
- nel sacro della primavera -
su cui segni scivolano immolati
al rituale autovomitarsi di ogni storia
al non-farsi-capire di ogni ammicco,
allo sbrindellarsi del tessuto di comuni allusioni,
mi ribello, ribelle come voi allora,
e mi traluce bruciando un disincarnamento di me, del mondo,
mi s'impone un giusto adorare penando
un giusto richiamarsi all'obbligo
di ethos e pathos anche se i più arcanamente sfigurati
un giusto bestemmiare moduli e ragioni, nel furore
di un pianto che l'archiatra sommo dirà causato
dal remoto, dal lontano, dall'-alto-dei-cieli, dal vietato
ad ogni aggancio - mera verberazione
fustigazione compiuta a mio danno da falsi paesaggi
interni ed esterni
o semplicemente «da stanchezza, da insonnia».
E, sono pronto, insonnia
fuoco e parto che non si rilassa, intrigoso braciere.
Ecco, capisco che la praxis la poiesis adescano solo poche cose
quando vedo i vostri nomi
nemmeno sforzarsi più di galleggiare sulla pietra
e voi non siete più qui, ne altrove; noi v'inseguiamo
lungo il falso itinerario dei cippi, sudando, o sotto i rovesci
[[della pioggia
delle memorie, delle folate eroiche;
se nemmeno in questo-qualche-modo siete ormai stati,
nemmeno, ora, noi, siamo, qui.
Allora soltanto se se un'insonnia
bestemmiante braciere ripeterà i vostri nomi
nei luoghi dell'insonnia, della pretesa
Ecco queste sono le pretese dell'insonnia
anche questo pretendere di darne intepretazioni
ithos pathos
bestemmiarono i cespugli sommessamente
cippi hipnos pretendere
……………………………………………….

Per me il buon calore e il tanto latte dei sentimenti
Ebbe sempre nel fondo un elemento di nera esaltazione.
Erano ferite dentro le colline
Nei fianchi giovani e amorosamente annosi del folto;
e io le vedevo e amavo
cercavo di sopperire a quanto esse esigevano.
In quel mio remoto
smontare e rimontare oggettivi – da
fanciullo iracondo, implacabile – 
voi che innocenti come guizzi di ruscello
come stellari girini svaniste nel sangue,
ora entrate – o eravate già entrati allora?
E non so come, fate vostro quel ch’era mia turpe sacralità,
lo portate sensuato e senziente
nel vostro assoluto assolvimento
in ciò che punta i piedi seppur
senza più rendersene conto
non culla non tomba non segno
e neppur scoppiettare maligno d’insonnie/sogni
(ithos) (pathos)

Qualche nota su Zanzotto
Zanzotto partecipò alla Resistenza veneta nelle file di Giustizia e Libertà occupandosi della stampa e della propaganda del movimento.

Dopo 90 anni, e dopo averci regalato tante poesie è andato via il 18 ottobre 2011
Qui il link  (del sole 24 ore) dove il poeta legge alcune sue  poesie
Altre poesie e notizie ai seguenti link