di Antonio Caputo
A pochi giorni dal giorno della memoria torno sulla
"memoria
terapeutica". Torno sulla "utilità" della memoria nel senso
espiatorio del termine utilità. La memoria non può e non deve servire a
espiare. L'espiazione lava il passato ma non c'è espiazione che possa
cancellare l'orrore del passato, dobbiamo reggerne il peso e la
vergogna. La memoria che evochiamo nel "giorno della memoria"
deve dire che il passato può tornare presente e che l'orrore nasce dalle
"banali" azioni quotidiane. La resistenza che Hannah Arendt incontrò
quando rivelò al mondo "la banalità del
male" mostra quanto la sua lezione fosse difficile da accettare e
quanto ancora oggi la si comprenda poco. La lezione di Arendt non poteva
non incontrare resistenze perché metteva in guardia che in ogni banale
burocrate poteva nascondersi un mostro. Heichmann potrebbe essere una persona
qualunque, anche tu! Arendt dimostrò che non c'è bisogno di essere un mostro
assetato di sangue per operare il male assoluto, è sufficiente rinunciare a sé
stessi in nome di qualcosa che si ritiene al di sopra di sé.
