L'umano sopra l'erba


Il titolo dell’ultima raccolta di poesie di Vittorio Stringi “L’umano sopra l’erba” porta con se un messaggio che pare occulto. L’umano era destinato a posarsi sull’erba con leggerezza, almeno come fanno gli uccelli; il suo pensiero e la sua consapevolezza potevano determinare quella necessaria leggerezza, doveva avere cura del grande dono. Ma l’umano si è posato sull’erba incurante della bellezza che calpestava, ha modificato e spesso distrutto. Lo sguardo del poeta, ora che il tempo è passato, che tutto diventa sottile memoria dell’essenziale, vuole riannodare quei fili d’erba spezzati. Questa raccolta di poesie di Stringi segue a poco tempo dall’ultima L’apparire dell’invisibile ; resta nello stesso solco dell’analisi dell’ignoto ma con la prepotente voglia di guardare alla terra come a volerne cogliere e assaporare una sintesi della sua materia e del suo spirito. Non è un caso che il poeta ha voluto dedicare questa raccolta alla sua compagna Adele ed ha voluto inserire delle immagini fotografiche delle cose care e più vicine, come a cercare il filo conduttore del suo viaggio sulla terra.
Ho scelto dalla raccolta due poesie che vi propongo in lettura: Il bello di un ramo – che ci porta nel suo granello di terra; Tra gli ostacoli – su quel che rimane del tempo della storia. (fr.z.)
Il libro è reperibile nelle librerie e tramite rete IBS su:
qui due poesie della raccolta

IL BELLO DI UN RAMO
Sono ritornato
nel mio luogo
nel mio granello
di terra, e con
lo sguardo alto
ho visto come è
piccolo il proprio
spazio e il proprio
tempo.
E tutto rimane
sulle mie gambe, e
ne è passato
di tempo!
Cambia il volto
come un ricordo
sbiadito, ti assomiglia,
la forza vacilla
sulla corda
tesa,
tra il presente e
il passato, e
ci si vuole fermare
quando il bello
di un ramo
in fiore
ti sfiora, camminando.

TRA GLI OSTACOLI
Il giorno
di tutti i giorni che
mi prende,
mi fa cadere, ma
non è fatica
la corsa vinta
tra gli ostacoli.
Vivo, sul filo
di una strada che
mi conduce verso
un orizzonte
di nuove parole:
tumulto di nuvole
battito d’ali
sulle ultime
cime senza foglie.
Uscire dal deserto
mi trasfigura e
mi fa essere degno
di diventare un po’
più uomo.
Il mio tempo che
si è fatto storia
di un corso consumato,
mi ha reso libero
di non scegliere e
nel vuoto degli accenti,
di non avere
un campo da contendere.

Questa raccolta di poesie può essere ordinata in qualsiasi libreria o acquistata su IBS,  di cui al link


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