Il suo nome era Giovanni

Teatro Officina

2013


Giovanni è vento improvviso del deserto che soffia e dà nuovo inizio al mondo. Le povere origini contadine, la chiamata, la Guerra, l’esperienza ecumenica durata 27 anni, papa Giovanni XXIII ha esortato il mondo intero a “cercare ciò che unisce e non ciò che divide”, a “scuotere la polvere imperiale accumulata sul trono di Pietro”, perché “la Chiesa non è un museo da conservare, ma un giardino da coltivare”. Quattro sono gli attori che simultaneamente interpretano Giovanni: un giovane, un anziano, un uomo e una donna. Il palco viene progressivamente spogliato in un ritmico lavoro di sottrazione che svela il Segno: quello che resta è una nuda croce. Questo spettacolo rappresenta per il Teatro Officina una responsabilità intellettuale, un rinnovato impegno civile e morale, la testimonianza verso gli ultimi che abitano quel “luogo teologico” che solo oggi, agli occhi di molti, sono le cosiddette “periferie”.

Regia di Antonio Grazioli
Con Massimo de Vita, Daniela Airoldi Bianchi, Stefano Grignani, Anna Lou Iodice
Il 4 – 5 – 7 – 9 ottobre alle Ore 21,00
Il 6 ottobre alle Ore 16,00


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