Il 17 Febbraio 1600 si bruciò un uomo libero


Il 17 Febbraio 1600 venne
bruciato
un uomo libero  
GIORDANO BRUNO
L'8 febbraio 1600, al cospetto dei cardinali inquisitori e dei consultori Benedetto Mandina, Francesco Pietrasanta e Pietro Millini, è costretto ad ascoltare in ginocchio la sentenza di condanna al rogo; terminata la lettura della sentenza, secondo la testimonianza di Caspar Schoppe, il Bruno si alza e ai giudici indirizza la storica frase: «Maiori forsan cum timore sententiam in me fertis quam ego accipiam» («Forse tremate più voi nel pronunciare contro di me questa sentenza che io nell'ascoltarla»). Dopo aver rifiutato i conforti religiosi e il crocefisso, il 17 febbraio, con la lingua in giova – serrata da una morsa perché non possa parlare – viene condotto in piazza Campo de' Fiori, denudato, legato a un palo e arso vivo. Le sue ceneri saranno gettate nel Tevere.

L’iniziativa di oggi 17 Febbraio a Palermo in ricordo di Giordano Bruno

LA CERIMONIA DI PERUGIA

IL POST DI ARPA EOLICA DEDICATO ALLE OPERE DI GIORDANO BRUNO

Post inserito il   17/02/2018
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