Marcia su Roma e dintorni

Quando ricordiamo il 25 Aprile, giorno della liberazione dalla dittatura fascista, dobbiamo fare soprattutto memoria su come si arrivò alla dittatura fascista.
 Il libro Marcia su Roma e dintorni di Emilio Lussu , può essere di grande aiuto,  ci dà una memoria viva ed intensa su quel periodo cruciale che portò alla fine della democrazia. E’ un libro dove la storia è narrata come testimonianza diretta,  si legge come un romanzo della realtà, e scorre veloce con drammaticità ed amara ironia.  
 Gli anni che Lussu mette sotto osservazione son quelli che vanno dal 1919 al 1929, il libro fu pubblicato all’estero nel 1931, durante l’esilio di Lussu,  per fare conoscere come il fascismo aveva conquistato il potere.

“Alla guerra!” di Luigi Natoli

Stanno per passare 100 anni (dalla guerra del 1914 – 1918)  ed emergono ancora ferite. Giorni addietro il Papa ha ricordato il genocidio del popolo armeno e la parola stessa ha generato discordie e minacce di ritorsioni.
“Con la fine di quella guerra si stabilirono equilibri vendicativi tra le nazioni europee che portarono, dopo meno di trenta anni,  a una nuova guerra ancora più disastrosa.
Dopo il secondo conflitto mondiale in Europa nasce uno spirito di solidarietà europeo che ci ha fatto vivere una pace per quasi 70 anni, oggi questo spirito è in crisi per motivi economici, la Russia viene considerata antieuropea e il vicino Medio Oriente abbonda di nuovi scenari di guerra. L’Europa deve acquisire il ruolo di grande mediatore di Pace tra USA e Russia e offrire soluzioni di pace per il Medio Oriente, l’unità europea è fattore di pace, la disgregazione europea può  determinare nuovi e pericolosi scenari di guerra dentro la stessa Europa. (f.z)”

“Alla guerra!”... Romanzo storico di Luigi Natoli, nasce come romanzo di appendice a puntate sul Giornale di Sicilia (Palermo) in 204 puntate dal 19 ottobre 1914,  dopo cento anni e in occasione del centenario della Prima Guerra Mondiale è stato pubblicato per la prima volta in libro (ben 950 pagine)  da I Buoni Cugini Editori di Ivo Tiberio Ginevra, con le illustrazioni di Niccolò Pizzorno.

Il pescatore Faber

Pescatore  di uomini
di Matteo Tassinari

Poco prima dell'uscita de La Buona Novella, nel 1970, De André realizzò un 45 giri abbandonando la strada dei concept album. Una delle novelle più famose, Il Pescatore, è certamente quella meglio riuscita, forse perché arrangiata dalla PFM nel 1979 dandogli quel tocco di rock che non ha guastato lo stile francese di Fabrizio, nel famoso tour con De André e Pagani che svetta in alto con gli assoli di violino e archi rimaste nelle interpretazioni storiche musicali italiane. Ci troviamo di fronte quasi a una parabola sospesa a mezz'aria, senza una morale esplicita, un sordido "manifesto" castigato e Castigatore. Il Pescatore nel frattempo si è assopito al sole. Arriva un uomo solo, in disgrazia e chiede conforto al pescatore, un po' di pane e un po' di vino, è un Assassino, dice. Il pescatore coglie nel suo volto un'infinito affanno e, al di là di qualsiasi criterio morale, sceglie di essergli da rifugio. L’appuntamento casuale fra i due, è laconico e fuggente, ma tra i due si instaura un rapporto leale, lasciando nostalgia e speranza a ciascuno dei due.

"non si        guardò  neppure       intorno"
Il pescatore si alza senza timore e, silenziosamente, "non si guardò neppure intorno" ma versa il vino e spezza il pane (da qui l'immagine della parabola di Cristo) per offrirli all'assassino. Al Pescatore non interessa nulla del passato di quel ragazzo, davanti a se c'è un uomo solo e disperato, affamato e assetato, e il Pescatore pensa solo a soddisfare i bisogni di quel giovane spaventato. Il pescatore è una'anziano vissuto, accorto e illuminato, e un volto su cui l'esistenza ha depositato tutto il suo passare creando solchi lungo il viso"come una specie di sorriso".

Gli urti della legge
Abbacinato da un sole calante, dolce, senza alcuna invasione. Probabilmente l’ultimo dei tramonti che vedrà da libero e non in galera come alcuni appassionati del cantautore ligure hanno ipotizzato.

piccoli e grandi editori, concentrazione e distribuzione


Nel campo dell’editoria italiana la notizia del momento è la trattativa tra Rcs Libri e Mondadori,  per costruire un polo editoriale del libro capace di raggiungere il 40 per cento del mercato italiano. In pratica i due colossi editoriali, che già hanno mangiato tanti piccoli e medi editori italiani,  andrebbero a mangiarsi tra loro formando un megapolo editoriale. Niente di straordinario, sta nella logica del capitalismo nella sua fase di evoluzione finanziaria più espansiva, è successo in tutti i settori da quello industriale a quello alimentare;  l’unica differenza è che questa volta si stanno mangiando i libri e nei libri ci stanno tre alimenti fondamentali: la cultura, la conoscenza e la libertà.
 Il fenomeno della concentrazione editoriale in Italia sembra non esserci, se entriamo in una libreria ci meravigliamo per la grande quantità di nomi di editori che troviamo posti in fondo alla prima pagina di ogni libro: se qualcuno ha pazienza può consultare le 448 pagine di Wikipedia dove sono raccolti i nomi degli editori italiani http://it.wikipedia.org/wiki/Categoria:Case_editrici_italiane
e se si considera che in queste pagine mancano i piccolissimi possiamo dire che in Italia ogni nato vivo ha la possibilità di diventare editore.  Nei fatti tutto questo affollamento è una illusione, i nomi più conosciuti dell’editoria sono nelle mani dei grandi gruppi, continuano a vivere come simbolo editoriale ma la proprietà è di un grande gruppo: possiamo continuare a dire Einaudi, Adelphi, Bompiani, Guanda, ….. ma poi dobbiamo vedere chi li ha già acquistati o controlla il pacchetto azionario.
 La grande editoria però non si limita a detenere la produzione dei libri.  Un libro, nei fatti,  ha tre esistenze: quella che l’ha fatto nascere,  il suo autore (scrittore, poeta o saggista che sia); quella di chi lo ha prodotto fisicamente (editore o semplice stampatore); e quella di chi lo distribuisce nelle librerie o lo fa arrivare al lettore. Mancando la terza esistenza il libro si ferma agli amici dello scrittore, può anche  arrivare alla libreria del Comune dove è residente lo scrittore o l’editore, e con un po’ di fatica in qualche altra libreria della provincia o regione; poi si ferma per mancanza di energia distributiva.
 La potenzialità  distributiva è in mano agli stessi  gruppi editoriali che controllano anche la distribuzione e che hanno piazzato in tutto il territorio nazionale reti di proprie librerie. Se un piccolo o medio editore vuole distribuire a livello nazionale deve necessariamente affidarsi ai grandi gruppi di distribuzione ed accettare le loro condizioni  (e può ricevere anche un ingiustificato rifiuto, tanto non sono un servizio pubblico).
 La novità che  è venuta a modificare la distribuzione e l’arrivo Internet:  con internet si può  comprare il libro al di fuori dei circuiti distributivi delle librerie, e arriva via corriere fino a casa.  Due colossi della distribuzione, Amazon e IBS, in Italia si sono affermati con la vendita online;  nelle loro virtuali librerie si trova proprio di tutto, da un  libro di Eco della Mondadori a un libro di Zizzzino della editrice Pinco Pallo, democraticamente acquistabili e con lo sconto; con la sola differenza che il libro della piccola casa editrice arriverà con una o due settimane di ritardo, tempo utile per rifornirsi i distributori.
Il piccolo editore tramite Amazon e IBS può vendere libri al di fuori delle librerie al pari di un grande editore, ma le sue vendite restano rare perché peserà sempre la pubblicità e l’interesse degli acquirenti.
  Il grande editore, forse fra qualche anno metterà le mani  anche sulla stessa distribuzione via internet, intanto concentra nelle sue mani  la funzione di grande distributore in tutti i campi e quella di grande  “Raccomandatore della qualità” e decide il bello e il cattivo tempo nella cultura;  a parte qualche fantasia orwelliana lo fa fondamentalmente per denaro.
 Nell’essere grande “Racomandatore della qualità” il grande editore più concentra e più riesce nel suo obiettivo: provate a chiedere ad un autore chi è il suo editore e nella scala della vanteria ci sarà sempre il grande editore.
 Nel suo procedere il grande editore insegue grandi vendite e per le grandi vendite insegue grandi nomi e grandi mode: l’autobiografia di un famoso assassino è sicuramente più appetibile di una raccolta di poesie o di un saggio scientifico; se la moda del momento è la cucina si occuperà più di ricette e meno di letteratura.   Le grandi vendite vengono assicurate anche con la costante novità e ricchezza del catalogo:  la quantità deve sommergere e assecondare tutti i gusti del lettore,  nuovi prodotti editoriali vengono costantemente immessi triturando nel dimenticatoio anche opere letterarie e saggistiche importanti.
 Stranamente la poesia è poco praticata dalla grande editoria, i poeti lanciati dai grandi editori negli ultimi anni si possono contare sulle dita di una mano; la poesia non dà quattrini e i lettori sono pochi.  In Italia esistono decine di migliaia di persone che scrivono poesie (e le loro raccolte spesso sono pubblicate da migliaia di piccoli editori), nel contempo i lettori di poesia sono ben pochi. Se ogni persona che scrive poesie leggesse un po’ di poesie di altri poeti ci sarebbe un boom editoriale per la poesia.  C’è una forma di auto ascolto e di richiesta di ascolto, ma manca l’ascolto.   Siamo alla dannazione della parola;  ci si innamora della propria parola, la si pronuncia, la si alza, ma non si crede nella parola; la poesia,  basandosi essenzialmente sulla parola,  paga il prezzo più alto di questo discredito.
13/04/2015 francesco zaffuto


Immagine – il pranzo di Gargantua – illustrazione di Gustave Dorè

Tracce – di Tomas Tranströmer

Il 26 marzo 2015,  si è spento il grande poeta svedese  
Tomas Tranströmer (premio nobel per la letteratura nel 2011).
Nato il 15 aprile 1931 a Stoccolma,  psicologo e poeta, lavorò con disabili, carcerati e tossicodipendenti, producendo contemporaneamente una grande quantità di lavori poetici. Tranströmer ha occupato una posizione centrale nella letteratura svedese fin dagli anni cinquanta.

 Nel 1990 Transtromer era stato colpito da un ictus che aveva compromesso la sua capacitò di parlare. Nonostante la dolorosa paralisi, non ha mai smesso di scrivere, fino a quasi sei mesi fa. Transtromer fu anche un pianista di notevole talento e molto apprezzato come traduttore.   Tranströmer parlando di traduzione della poesia diceva: “Dal punto di vista teorico la traduzione poetica può considerarsi un’assurdità. Ma in pratica dobbiamo credere nella traduzione della poesia “.  La poesia per Tranströmer è già la raccolta di tracce  di un sentire interiore che si traduce in parole, il traduttore in altra lingua prosegue e fa arrivare la poesia ad altri uomini. 

Arpa eolica propone, come un saluto al poeta scomparso, la poesia Tracce, dalla sua raccolta “Segreti sulla via”  -

Tracce

Di notte, alle due: chiaro di luna. Il treno si è fermato
in mezzo alla pianura. Lontano i punti luminosi di una città,
freddamente scintillanti all’orizzonte.
Come quando un uomo è così immerso in un sogno
che mai, ritornato al suo spazio,
ricorderà di esserci stato.
E come quando qualcuno è così immerso in una malattia
che i suoi giorni passati divengono solo pochi punti luminosi,
uno sciame,
piccolo e freddo all’orizzonte.
Il treno è assolutamente immobile.
Alle due: forte luce lunare, poche stelle.


di Tomas Tranströmer  -  traduzione di Maria Cristina Lombardi – da “Segreti sulla via” e inserita nella raccolta antologica su Tranströmer  “Poesia dal Silenzio” – Crocetti Editore
su IBS al link

Immagine: foto del poeta da

SEVERINO BELLOTTI A PAVIA.


SEVERINO BELLOTTI A PAVIA.
Dal realismo magico al chiarismo
Una mostra per ripercorrere la  poetica intensità del grande maestro del Novecento.

Al castello Visconteo di Pavia, si inaugura “l’antologica” dedicata al pittore bergamasco Severino Bellotti, curata da Giosuè Allegrini  e organizzata con la collaborazione dei Musei Civici di Pavia.
Nato in Val Brembana ad Ardesio nel 1900 e scomparso a Milano nel 1964, Bellotti fu direttore per due anni all'Accademia Carrara di Bergamo e profondo conoscitore e critico delle opere di Pellizza da Volpedo; visse tra Bergamo, Milano e Roma una vita piuttosto tormentata. 
Fu un artista completo, dalla personalità poliedrica: dipingeva paesaggi, nature morte, ma anche romantiche figure di donna colte nell’intimità dei pensieri e nella semplicità dei gesti, ritratti di bambini, contadini vecchi e suonatori. I tenui colori, la quasi assenza totale di confronti chiaroscurali e la plasticità delle forme sono il vero “distintivo” 
LA MOSTRA è  stata da tempo voluta e preparata dalla Poetessa Elisabetta Belloti figlia del grande Maestro. Ne dà l’annuncio il Presidente del Movimento Letterario Lombardo e Belle Arti    
Calogero Di Giuseppe

Musei Civici del Castello Visconteo, Sala Mostre
viale XI Febbraio 35, Pavia
Venerdì 17 aprile 2015 alle ore 18, si inaugura la mostra. La Mostra sarà aperta sino 10 maggio. 2015 - da martedì a domenica ore 10 - 17.50

un autore e le sue opere


Un autore e le sue opere
9 Aprile 2015 ore 15
presso la Scuola Media Statale Galileo Galilei
di Garbagnate Milanese - via Villoresi 43
il prof. Cataldo Russo
presenta lo scrittore Angelo Gaccione e le sue opere


La Pasqua di Giotto

Se la Nascita fu annunciata e in tanti poterono salutare l’evento, se la Crocifissione fu vista da amici e nemici, la Resurrezione è un evento che può essere vissuto solo con consapevolezza.
I guardiani  al sepolcro dormono di un sonno profondo,


l’ombra della cattiveria pare scomparsa dai loro volti ma regna l’incoscienza del sonno.