Non è una cosa seria

Quando incontrate una donna vanitosa o un uomo pieno di boria potete fare uso per rilassarvi di questo brano di Luigi Pirandello tratto dalla novella “Non è una cosa seria”
Spesso però le risate di Perazzetti avevano una ragione, dirò così, più costante; e questa davvero non era da spiattellare, là, a tutti; ma da confidare, se mai, in un orecchio pian piano a qualcuno.

La rosa rossa di Oscar Wilde

L'egoismo non è vivere come si vuole vivere, ma pretendere che gli altri vivano come piace a te. E altruismo vuol dire lasciar libera la vita degli altri, senza disturbarli.  L'egoismo mira sempre a creare attorno a sé una uniformità assoluta di tipi. L'altruismo al contrario riconosce  l’infinita varietà di tipi come una cosa piacevole, l’ accetta, vi consente e se ne rallegra. 
Non è egoista pensare per se stessi, un uomo che non pensa per sé non pensa affatto. E’ grossolanamente egoista richiedere al prossimo di pensare nello stesso modo e di tenere le stesse opinioni. Perché dovrebbe? Se può pensare, penserà probabilmente in un modo diverso. Se poi non è capace di pensare, è mostruoso richiedere a lui il pensiero su qualcosa.
 Una rosa rossa non è egoista perché vuole essere una rosa rossa; sarebbe terribilmente egoista se volesse che tutti gli altri fiori del giardino fossero rose e rosse.

Oscar Wilde  Testo in inglese

Selfishness is not living as one wishes to live, it is asking others to live as one wishes to live. And unselfishness is letting other people's lives alone, not interfering with them. Selfishness always aims at creating around it an absolute uniformity of type. Unselfishness recognises infinite variety of type as a delightful thing, accepts it, acquiesces in it, enjoys it. It is not selfish to think for oneself. A man who does not think for himself does not think at all. It is grossly selfish to require of one's neighbour that he should think in the same way, and hold the same opinions. Why should he? If he can think, he will probably think differently. If he cannot think, it is monstrous to require thought of any kind from him. A red rose is not selfish because it wants to be a red rose. It would be horribly selfish if it wanted all the other flowers in the garden to be both red and roses.

TESTI IN RETE SEGNALATI DA ARPA EOLICA -  L’anima dell’uomo sotto il socialismo – di Oscar Wilde – Il testo di questa opera è reperibile in inglese su …


LEOPARDI E IL FILM

 locandina del film di Mario Martone

 Continuano con successo le proiezioni del film su Leopardi “Il giovane favoloso”. Chi non l’ha ancora visto è opportuno che non perda l’occasione. Certo dopo le programmazioni cinematografiche ci saranno le versioni in dvd e le tv; ma questo film merita di essere visto sul grande schermo anche per la scenografia , il paesaggio e la buona fotografia.

LI CRASTI


LI CRASTI   
Poesia in siciliano di Giovanni Meli (l’Abbati) - testo in italiano accanto

è verso l’imbrunire



 E' verso l'imbrunire
 che la malinconia m'assale
 per ciò che non è stato
 del tempo ormai perduto.
 Ma basta al cielo un luccichio
 o fra i capelli
 del vento la carezza
 perché più lieve
 diventi il mio respiro
 e abbracciata io mi senta all'infinito.

Rina Sari
(altre opere e riflessioni dell’autrice sul suo blog http://vocedivento.blogspot.it/  )

Immagine fuori testo - Venezia all’imbrunire  foto da   http://it.wikipedia.org/wiki/File:Photography_of_Venice_at_dusk.jpg

Di me ...


Quel ch’è per me,
che è quello che io faccio
la mia espressione
ed anche il mio racconto.
Quel che di me rivelo
ed anche tutto quello
ch’io non dico.
Delle segrete fiabe,
dell’interno
che non si può svelare
dell’iraconda rabbia
che si denuda
e che si espone
ehe poi divien parola
Così come la calma ed il silenzio,
la conoscenza antica e la sapienza
dell’anima, del cuore
di quel che si può esprimere a parole
di quel che non è scritto,
che il tratto della penna non sorregge
che si rivela dietro e dentro.
Della confusa e rapida immanenza.
Dell’assenza di peso,
dell’essere solo
ed essere anche insieme.
Di tutto questo e d’altro,
di quel che parlo e dico
di quello che io tengo dentro al cuore
di Conoscenza
e della mia ignoranza
della stupidità dell’uomo
e della mia
Giandiego Marigo


Arpa eolica ringrazia l’autore per averci permesso l’inserimento di questa poesia

altre poesie li trovate sul profilo in Arpa eolica  Marigo Giandiego

o visitando il suo blog http://giandiego.wordpress.com/

Nel teatro della vita

Arpa eolica propone in lettura la poesia “Il Teatro”  di Cettina Giugno

Teatro e vita sono stati posti in similitudine da Pirandello più volte nelle sue  “maschere nude”, e più volte  questo punto di doppia osservazione è stato usato da tanti poeti e narratori. Cettina Giugno ripercorre questa osservazione in tutta la sua drammaticità cercando le differenze …  


IL TEATRO

Nel teatro della vita
 recitiamo la nostra commedia
 vagano sulla scena personaggi
 di pensieri spogliati
 Sullo specchio del tempo
 umane maschere riflesse
 immaginosi ruoli
 ad interpretare una trama scritta
 con incisive didascalie
 nell’impetuoso flussare
 dell’umano destino
 Marionette snodate
 mosse da invisibili fili
 ricalcano il proscenio
 quotidiane farse rivissute
 da fantasmi diversi e contrapposti
 mentre scandagliano
 solchi di vita di volta in volta
 reinterpretati
 nell’alternanza dell’essere
 personaggi in cerca di un ruolo
 con recita a soggetto
 fluttuante e scontato
 al cospetto di un pubblico distratto.


immagine - sipario dal web

Essere altro

ucheddu II
Coraggio!
D’esser altro che non ripetizione
Voglia!
D’esser diverso fuor d’ogni logica
senza competizione
Diverso nel racconto
altro percorso
uomo nuovo nell’anima
Capace d’altre favole
ali di drago
uscire dalla scatola
non acettare il branco
miserevole e ricco
avvolto nell’amore, eppure solo
fidando d’empatia e di sensazione
di compassione
di rabbia e d’uguaglianza
Capace d’essere uguale
sapendo d’esser diverso
Capace dentro al sogno ma vivo nella vita
Sbagliammo sino a qui
quel che abbiamo attorno lo dimostra
basta girare gli occhi tenendo aperto il cuore
Sbagliammo
anche se il muro costruito, tiene
anche se nostra casa è ricca
per ingrassarne uno ne abbiamo uccisi cento
Sbagliammo con il potere
finimmo a fare guerra
eternamente
sangue ad imbrattarci le mani
Cercando nuove scuse
mille motivazioni
ai nostri muri ai confini
nell’invenzione nostra
di ogni differenza mostruosamente uguali

Giandiego Marigo

Scultura di Francesco Uccheddu ” Tanit Sole-Luna”

L'ALLIANZA DI LI CANI


       (busto di Giovanni Meli detto L’Abbati)

 In questo particolare momento di crisi politica ed economica dell’Italia e degli italiani, mi pare opportuno rileggere questa antica poesia dell’Abbati Meli che tanto rispecchia comportamenti e fatti.  Chi riesce a goderla in siciliano ne apprezzerà anche i risvolti sonori, per chi ha qualche difficoltà con il siciliano ho provato a inserire accanto una mia traduzione. Buona lettura (f.z.)


L'ALLIANZA DI LI CANI                                             L’alleanza dei Cani

Tra Concu e Capu di Bona Spiranza,                      Tra Congo e Capo di Buona Speranza,
E in tutta l'Ethiopia ci sù cani                                    e in tutta L’Etiopia ci sono cani
Salvaggi e feri assai, ma chi allianza                          molto fieri e selvaggi, ma che alleanza
Hannu tra d'iddi da antichi Spartani,                         hanno tra loro come antichi Spartani,
Eserciti furmannu e battagghiuni                               eserciti formano e battaglioni
D'affruntari li tigri, ursi e liuni.                                   d’affrontare le tigri, orsi e leoni.

Lu jornu vannu a caccia squatrunati,                        Di giorno vanno a caccia in squadroni,
Facennu predi di qualunqui sorti,                             facendo prede di qualunque tipo,
Poi tornanu a li tani carricati                                    poi tornano alle tane caricati
Di l'animali in guerra o prisi o morti,                        di animali presi in guerra prigionieri o morti,
E cu esattu economicu bilanciu                               e con esatto economico bilancio
Si li spartinu, e fannu lu so ranciu.                           se li dividono e fanno il loro rancio.

Or’avvinni (pri quantu lu vicchiuni                          Ora avvenne (per quanto il vecchione
‘Ntra lu tarlatu miu libru truvau)                             dentro il tarlato mio libro trovò)
Chi di sti cani ci nni fu un squatruni,                       che di questi cani ce ne fu uno squadrone,
In cui la gran catina si smagghiau,                          in cui la gran catena si smagliò,
Pri l'abbusu di avirsi postergatu                              per l’abuso di avere postergato
Lu publicu vantaggiu a lu privatu.                           il pubblico vantaggio al privato.

Pirchì turnannu cu la preda ogn’unu                       Perché tornando con la preda ognuno
Sinni ammucciava deci e vinti parti,                        se ne ammucchiava dieci e venti parti
E dicchiù si spacciava pri dijunu                            e di più si spacciava per digiuno
Pri dumannari l'autra chi si sparti;                           per domandare l’altra che si sparte;
Perciò la preda nun putia bastari                            perciò la preda non poteva bastare
Pri tutta la gran chiurma saturari.                            per tutta la gran ciurma saziare.

Circaru ripari a stu sconcertu                                 Cercarono riparo a questo sconcerto
Tutt’obbligannu a li riveli esatti,                              tutti obbligando a rivelazioni esatte,
Ma nun pigghiaru, pri esseri scuvertu                      ma non pigliarono, per essere scoperto
Lu cuntrabbannu, li misuri adatti;                            il contrabbando, le misure adatte;
Pirchì tutti sti liggi e sti misuri                                 perché tutte queste leggi e questi misure
L'avìanu impostu li contravventuri.                        l’avevano imposto i contravventori.

Si agghiuncìa chi li dazj da pagari                           Si aggiunga che le tasse da pagare
Eranu ripartuti tantu a chiddi                                  erano ripartite tanto a quelli
A cui l'abbastu vineva a mancari,                           a cui il poco veniva a mancare,
Quantu a cui supricchiavacci pri middi                   quanto a quelli con soverchio di mezzi
L'unu pagava a costu di la panza,                           l’uno pagava stringendo la panza,
L'autru menu di menu chi ci avanza.                       l’altro meno di meno di ciò che gli avanza.

Sta cosa chi purtau? chi l'osservanti,                        Ciò cosa comportò? Che gli osservanti,
Li debbuli, li vecchi, e li malati, .                               i deboli, i vecchi, e i malati,
Cu li ventri ristavanu vacanti,                                    restavano con le pance vacanti,
E li forzi vinevanu mancati;                                       e le forze divenivano mancanti:
Parti murianu di consunzioni,                                    parti morivano di consunzioni,
Parti a la guerra 'un eranu chiù boni.                         parti a la guerra non erano più buoni.

L'uni pri fami, l'autri pri l'eccessu                              Alcuni per fame, gli altri per eccesso
Di lu manciari abbuttati e gravusi                              del mangiare pieni e gravosi
Nun putevanu curriri d'appressu                               non potevano correre appresso
A l'imprisi chiù forti e chiù azzardusi;                        alle imprese più forti e più azzardose;
Eranu 'nzumma li pochi ristati                                    erano insomma in pochi restati
Li chiù infingardi e li debilitati.                                   i più infingardi e i debilitati.

La cunseguenza fu chi a un primu attaccu                   La conseguenza fu che a un primo attacco
Foru, in locu di battiri, battuti:                                    furono, al posto di battere, battuti:
Li lupi e ursi ni ficiru smaccu.                                     i lupi e orsi ne fecero smacco.
Pozza st'esempiu so fari avviduti                                Possa questo esempio fare avvedute
Tutti li societati di dd'armali,                                       tutte le società degli animali,
Chi vantati si sù razzionali.                                         che si vantano di essere razionali


Sempre di G. Meli  su questo blog LI CRASTI

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Cuccioli d'autunno

Cuccioli d'autunno (foto di Dario Pericolosi)

Cuccioli d'autunno

Ecco la vostra occasione di vita
cuccioli d'autunno castagne di luce
siete timidi, sporchi, affamati

Madre natura è lì vicina a voi
vi da calore con le foglie umide
il bosco intorno è un incendio di colori

Rotolate per i primi passi
uno di voi fratelli è uscito dal guscio
cerca lavoro, pane, libertà

Mani consapevoli vi raccolgono
nella culla di vimini avete occhi ovunque
piccole creature con profumo di castagni 

Il mondo è pieno di spine siete nudi
con la fragranza dell'infanzia siete vivi
sgusciati dalla maternità siete vegeti

Dario Pericolosi

Ringraziamo Dario Pericolosi che ci ha permesso di pubblicare su Arpa eolica questa poesia che rappresenta un particolare stato d'animo autunnale, che ci fa diventare universalmente tutti piccoli frutti della terra.
Dario Francesco Pericolosi, la sua pagina su Arpa eolica


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