Luigi Natoli (o William Galt)


Luigi Natoli  è il misterioso scrittore inglese  William Galt, firmava così gli avvolgenti romanzi di appendice a puntate del Giornale di Sicilia ed ha accompagnato diverse generazioni di siciliani tra la fine dell’ottocento e gli inizi del novecento.  
Natoli, scrittore e storico,  non si limitava ad allietare e stuzzicare la fantasia dei suoi lettori costruendo trame e profili psicologici, li precipitava dentro la Storia e faceva sentire ai lettori tutti i rumori e i drammi di un passato prossimo come il risorgimento o di un passato remoto come l’epoca dell’impero romano, sempre con il ritmo incalzante dell’avventura, del giallo e dell’inaspettato.


Recensioni dei romanzi con post su Arpa eolica


recensione di Maria Luisa Ferrantelli del libro di Luigi Natoli



romanzo d'avventura ambientato nel Regno delle due Sicilie
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la vita e tragedie quotidiane di un puparo che si intrecciano con la stessa Storia dei Pupi





un romanzo dentro la prima guerra mondiale






un personaggio esistito che ha incarnato l'ansia di giustizia





il romanzo sul grande poeta siciliano
e nello stesso volume lo studio critico su Giovanni Meli 






























Grazie alla nuova casa editrice  I Buoni Cugini Editori  di Ivo Tiberio  Ginevra vengono ripubblicate dopo mezzo secolo opere dimenticate del grande scrittore siciliano.
 Con pazienza indagatrice  Ivo Tiberio Ginevra (ora editore, ma già autore di gialli noir)  è andato a rovistare nelle antiche pubblicazioni del Giornale di Sicilia  e nelle documentazioni lasciate dallo scrittore per fornire la versione più autentica e accurata.
  la veste grafica vanta delle preziose illustrazioni di Niccolò Pizzorno .

Oltre alle opere sopra recensite la casa editrice I Buoni Cugini ha pubblicato


La trilogia – l’editore ha voluto riunire in questa edizione di un solo volume i tre romanzi di Natoli ambientati nell’epoca del Risorgimento: Braccio di Ferro, avventure di un carbonaro - I morti tornano ... - Chi l'uccise?







Gli avventurosi:  “Il capitan Terrore” e “Il paggio della Regina Bianca”













 Il dramma di un capocomico nell'epoca in cui gli attori venivano disprezzati ed emarginati “Ferrazzano"













Il romanzo storico e avventuroso “Gli schiavi”






Altri  su Arpa eolica post su Luigi Natoli


Il sito degli Editori I Buoni Cugini con tutte le opere edite di Luigi Natoli



Pagina Facebook dedicata a Luigi Natoli

La Pagina di Wikipedia

Altre note  Biografiche


PROSSIMAMENTE IN TV

"La giacca stregata" e i nostri giorni

Nel clima di questi giorni dove i frutti di primavera sono l’Expò, il Mose di Venezia e qua e là un po’ di partite truccate, Arpa eolica ripropone in lettura questo racconto di Dino Buzzati. Ognuno potrà riflettere su questa  metafora del capitalismo raccontata da uno dei nostri grandi scrittori….

Dino Buzzati

La giacca stregata

Benché io apprezzi l'eleganza nel vestire, non bado, di solito, alla perfezione o meno con cui sono tagliati gli abiti dei miei simili. Una sera tuttavia, durante un ricevimento in una casa di Milano conobbi un uomo, dall'apparente età di quarant'anni, il quale letteralmente risplendeva per la bellezza, definitiva e pura, del vestito.
Non so chi fosse, lo incontravo per la prima volta, e alla presentazione, come succede sempre, capire il suo nome fu impossibile. Ma a un certo punto della sera mi trovai vicino a lui, e si cominciò a discorrere. Sembrava un uomo garbato e civile, tuttavia con un alone di tristezza. Forse con esagerata confidenza - Dio me ne avesse distolto – gli feci i complimenti per la sua eleganza; e osai perfino chiedergli chi fosse il suo sarto.  L'uomo ebbe un sorrisetto curioso, quasi che si fosse aspettato la domanda. 
«Quasi nessuno lo conosce» disse «però è un gran maestro. E lavora solo quando gli gira. Per pochi iniziati.» 

Il venditore di stelle


Dario Pericolosi  - in  ebook -  Il venditore di stelle

Questa è la storia di uno di noi, come diceva la canzone di Celentano. E' la vicenda di un impiegato modello che, nel pieno della sua maturità professionale, viene improvvisamente licenziato perché la politica aziendale non credeva più nei dipendenti più vecchi, obsoleti e costosi. Una storia struggente, ma positiva nello stesso tempo: trasmette un forte desiderio, (almeno nell'autore dotato di grande verve e capacità di rimettersi in gioco), di reagire e ripartire esplorando nuovi mondi e nuove esperienze professionali malgrado la crisi (per la precisione, crisi di liquidità più che di posti di lavoro, anche se sono in diminuzione sistematica da anni). 

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