17 febbraio per ricordare la libertà di pensiero


Una data per ricordare la libertà di pensiero
Il 17 febbraio del 1600 moriva  sul rogo Giordano Bruno
L'8 febbraio 1600, dinnanzi ai cardinali inquisitori e dei consultori  è costretto ad ascoltare inginocchiato la sentenza di condanna a morte per rogo; si alza e ai giudici indirizza la storica frase: «Maiori forsan cum timore sententiam in me fertis quam ego accipiam» («Forse tremate più voi nel pronunciare questa sentenza che io nell'ascoltarla»).
Dopo aver rifiutato i conforti religiosi e il crocefisso, il 17 febbraio, con la lingua in giova - serrata da una morsa perché non possa parlare - viene condotto in piazza Campo de' Fiori, denudato, legato a un palo e arso vivo. Le sue ceneri saranno gettate nel Tevere.
ALCUNI LINK SU VITA E OPERE
immagine - la statua di Giordano Bruno in Roma al Campo dei Fiori - da wikipedia
post inserito il   17/02/2014

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Innamorarsi della poesia


La poesia è come un piccolo fiore delicato che può crescere anche fra lamiere aguzze, fatto di parole, e il poeta ha il compito di custodirlo con cura dice in una sua poesia  Calogero Di Giuseppe.
Qui un breve percorso tra le poesie di Calogero Di Giuseppe,
altre poesie  potete trovarle sul suo blog a questi link.


FRALAMIERE AGUZZE
      (Inno alla poesia)
Nascere dal nulla
fragilissimo fiore
e trovarti nelle mie piccole mani
non è reale soltanto
ma miracolosamente vero.
Piccolo, tenue…fiore
nato nella giungla
e coltivato tra mucchi di lamiere…
saprò amarti e sfiorandoti
con le mani straziate
da lamiere aguzze
ti dirò eternamente t’a…
Non lascerò che la ruggine
arrossisca il gracile gambo
né coglierti farò
da mano alcuna.

22 Settembre 1979 Milano


RESURREZIONE      

Nel tardo autunno
lasciò l’albero
una foglia.
Si credeva morta.
Una formica
caduta nello stagno
vi si appigliò;
insieme
raggiunsero la riva

6 Luglio 1973 Aeroporto Forlanini


AZZURRO

Azzurro ero un giorno
e mi chiamavano mare.

Sulle mie spalle
galleggiavano canoe e barche
e sulle spiagge
gioivano vecchi e bambini.

Limpide acque avevo in grembo
e pesci di mille colori.

Soffocato dalle alghe
respiro appena…
e solitario il mio brontolio
si rompe con l'onda
nelle deserte spiagge.

Giugno 1989



L'URLO

Dove riposa il vento
quando tutto tace?…

Dove riposa il vento
quando d'amore e morte
tremanti noi viviamo?

Dove riposa il vento
dopo la tempesta
dopo lo scompiglio delle dune
dopo quel subbuglio metamorfico
dell'infocato deserto?

Sì. Io lo so…dopo la bufera
del caos alpino, il vento…
s'acquieta nel mio cuore
per scoprire ancora una volta
con una tremenda folata
e diffondere velocemente
il mio urlo invocante amore.

                      23 Gennaio 1999.


…QUAND’ELLA BIANCA…

Prima arrivò Lei
del triste becchino
e fu gentile….
Gia le candele
con profumo di cera
ardevano tremanti,
ed io pomposo
morto sul letto
con ironico labbro
sembravo vivo.

Pregavan tutt’intorno;
un mormorio di voci
salivano nel cielo
monotone…lente
con cirri di fumo
odorosi di incenso
dai candelabri accanto
al violaceo letto.

Piangeva qualcuno…
Io non so perché:
bellissimo è il giorno…
quand’Ella, bianca e pura,
eternamente giusta,
ci porta via…per mano
ascendendo festosa
verso la Luce…piano.
                                                             
4-5 Novembre 2006


Immagine acquerello – un fiore dopo la fine – 1987 –  di francesco zaffuto

Accade ancora ...


Si portò via tutto il pezzo di pane
E ora lo rincorro nell’azzurro
Posso solo prendere qualcuna delle briciole
Che cadono
Lo rincorro
Lui va a rifugiarsi
In una delle sue
1.243 case
Che tiene nascoste
Non c’è alcun modo
Di scoprire dove andrà a rintanarsi
Ecco una briciola
Allargo la bocca
Forse la prendo


La rara foto è di Alberto Cane http://albertocane.blogspot.it/
Altre magnifiche foto potete trovarle a questo link viaggi oltre le parole

Le parole sono di francesco zaffuto

Le case sono di Angiolina Armellini a questo link

il naso

Provate a tenere la bocca chiusa,  eviterete di dire delle stupidate, e se non mangiate per un giorno quel digiuno può essere salutare. Se chiudete le orecchie potete sentire il necessario sollievo del silenzio.   Se evitate per qualche tempo di usare mani e piedi in qualche modo potete riposarvi. Se chiudetegli occhi potete sognare. Se evitate di usare gli organi sessuali forse diventate santi. Ma il naso non potete chiuderlo, dopo appena un minuto cominciate a sentirvi male; il naso è la porta della vita, è come se fosse la vita stessa.

Un anno con Arpa eolica


Il 21 marzo 2014 è la Giornata Mondiale della Poesia
Il blog Arpaeolica (nato il 21marzo 2013)  compie giusto un anno
ed ha sfiorato tutte le arti ospitando autori, opere e interventi
il giorno 21 Marzo 2014 celebra questa ricorrenza Con un microlibro fuori commercio,  con alcune poesie inserite nel corso dell’anno su Arpaeolica dei poeti ospitati nel blog: Giuseppe Canta, Calogero Di Giuseppe, Maria Luisa Ferrantelli, Cettina Giugno, Renzo Maggiore, Giandiego Marigo, Emilio Mercatili, Dario Pericolosi, Paul Polansky, Laura Raffaeli, Michele Romano, Vittorio Stringi, Maurizio Vitta, Francesco Zaffuto.

immagine - la copertina del microlibro artigianale - "due anime" opera grafica di Dafne Zaffuto da
http://arpaeolica.blogspot.it/2013/03/segno-e-narrazione.html

La vita distratta

 2014

Al  Teatro Officina


La vita distratta

Dramma in nove quadri tratto dal romanzo “Si è fatto tutto il possibile” di Marco Venturino (edizioni Oscar Mondadori)
Di Marco Venturino; Regia di Massimo de VitaCon Pierluigi Durin, Daniela Airoldi Bianchi, Andrea Di Gregorio, Mario Pizzamiglio, Alessandra Mustari e Pietro Versari | Scenografie Luca Martinelli e Alice Benazzi| Costumi Francesca Dell'Orto | Luci Beppe Sordi

prima nazionale
Il professor Mario Venturi, primario anestesista, è un noto e affermato professionista che, per una banale distrazione, commette in sala operatoria un errore dalle tragiche conseguenze. Per difendere la fama, il successo e il potere che ha sempre pervicacemente perseguito, il medico tenta di far passare il proprio sbaglio sotto silenzio. Ma qualcosa nel meccanismo di protezione si incrina e Venturi si trova a dover fronteggiare tutte le altre “distrazioni” che hanno costellato la sua vita. Venturi scoprirà allora che ciò che rimane di tutto il suo edificio esistenziale non è altro che un cumulo di macerie. Dalla vicenda del dottor Venturi traluce un’impietosa analisi della professione medica entro le coordinate di un mondo dominato dalla tecnica e dal carrierismo.


"LA GRANDE BELLEZZA" PER TUTTI


ROMA

il film “La Grande Bellezza”

anche per i CIECHI E IPOVEDENTI 

16 Febbraio 2014 ore 16.00  presso Opificio Telecom Italia
Via dei Magazzini Generali 20A  – ROMA

La Blindsight Project onlus per Disabili sensoriali organizza una proiezione accessibile del film di Paolo Sorrentino “La grande bellezza”, ad ingresso libero e gratuito.
In questa occasione saranno presentate le Linee Guida per favorire la corretta trascrizione e realizzazione dell’audiodescrizione, metodo utilizzato per rendere accessibili il cinema e la tv alle persone con disabilità visive (ciechi e ipovedenti).
Qui il link dell’iniziativa
Qui il link dell’articolo di Laura Raffaeli

 

immagine – locandina del film


 

MILAN, L'È UN GRAN MILAN

MILAN, L'È UN GRAN MILAN
Milano nei film/documentari di GUIDO GUERRASIO,
nel 2014 fu organizzata da Milano a Memoria in collaborazione con l'Associazione La Conta ,
una rassegna di film dedicata a Guido Guerrasio - lasciamo qui l'interessante appunto 


1)      El Gamba de Legn (Gamba di legno) Mediterranea Film, 1952, (13’) - Testo e regia: Guido Guerrasio
Storia del più famoso trenino a vapore di Milano, che trasportava ogni mattina migliaia di pendolari dai paesi vicini alla grande Milano, per riportarli poi ogni sera a casa, attraverso le campagne e lungo i navigli dei dintorni di Milano. Perché si chiama “gamba di legno”? Perché era così caratteristico ed è rimasto indelebile nella memoria dei milanesi?

2)      Gente dei Navigli Emifilm, 1955, (10’) -Testo e regia: Guido Guerrasio
In viaggio tra campagna e città, coi barconi che trasportavano sabbia e ghiaia dal Ticino e con le lavandaie “sospese nell’acqua”, appare la vecchia Milano dei quartieri popolari, nei suoi scorci più pittoreschi e romantici, dove “i navigli di Lombardia resistono alla città che avanza”.

3)               Dolce Lombardia Emifilm 1953, (13’) - Testo e regia: Guido Guerrasio
Menzione speciale per il colore e la fotografia alla V Mostra internazionale di Venezia del Film documentario e del Cortometraggio, 1954
Autunno 1953, “Estate di San Martino”: dopo le prime gelate, ritorna il sole sui Laghi, le Prealpi, la bassa pianura. Delicato poema per immagini, scandito dai ritmi lenti degli antichi mestieri, il film percorre una Lombardia antica e bucolica, testimonianza preziosa di un paesaggio – soprattutto quello umano dei contadini alla Segantini o da Albero degli zoccoli – cancellato dal tempo.

1)   Storie della mia città  Meridiana Cinematografica1953 (11') Musiche originali di Mario Nascimbene - Prodotto, scritto e diretto da Guido Guerrasio

Racconto “scanzonato” su 2000 anni di storia di Milano: dalle traccie lasciate dai Romani, fino al fine del '900, attraverso le varie dominazioni (Francesi, Spagnoli, Austriaci) e i gloriosi anni della liberazione e dell'indipendenza.
Virtù, usi e costumi delle famiglie nobili al potere e dei personaggi del popolo, sulle traccie di Renzo e Lucia, mentre la città sempre all'avanguardia cresce per affermarsi moderna metropoli.

2)      Teatro Gerolamo S.P.E.S., 1955, (10’) Musiche: Gino Marinuzzi jr - Testo e regia: Guido Guerrasio
Omaggio all’ultima messa in scena al Gerolamo,  il vecchio teatro delle marionette realizzato da Giuseppe Mengoni in Piazza Beccaria e dove operava la storica compagnia marionettistica milanese Carlo Colla (attiva tuttora in Via della Chiesa Rossa), con uno straordinario patrimonio di marionette, il cui nucleo originario risale al primo Ottocento.

3)      Il Cavaliere di Via Morone GSG, 1955 (10’) Musiche: Gino Marinuzzi jr Testo e regia: Guido Guerrasio
Storia di Gian Giacomo Poldi Pezzoli e della sua celebre collezione di opere d'arte e di armi.

4)      I nostri nonni Prodotto, scritto e diretto da Guido Guerrasio (11') Musiche originali di Gino Marinuzzi jr. Con due brani di Strauss e Offenbach
Cortometraggio “color seppia” basato su immagini storiche di Milano nella seconda metà dell'Ottocento: personaggi, artisti, usi e costumi dell'epoca a partire dalle 5 giornate fino alle prime invenzioni legate all'elettricità (lampadina, grammofono, tram) tra spettacoli al circo, can-can. “Documenti concessi dalla Civica Raccolta delle Stampe di Milano e con la gentile collaborazione di alcune famiglie”.

1)    Milano Scapigliata 1966, (13’) Prodotto, scritto e diretto da Guido Guerrasio Musiche a cura di Sergio Pagoni e Guido Guerrasio

Film/documentario sulla storia del movimento degli Scapigliati nella nostra città.
2)     Futurismo,  1969, (26’ 20”) Prodotto da Carlo Monzino Musiche: Gino Marinuzzi jr Voce: Riccardo Cucciolla Testo e regia: Guido Guerrasio
Fa parte dei “critofilm” (vedere CL Ragghianti) con cui G. Guerrasio vinse il Nastro d’Argento alla Mostra di Venezia del 1970. In una Milano che cambia velocemente verso l’industrializzazione, pittori, poeti e scrittori di prosa e musica rivoluzionano il linguaggio artistico. Abbandonando paesaggi e figure classiche, scompongono le immagini, riprendono il ritmo frenetico degli eventi cittadini, introducono i “rumori” della metropoli che sale con nuovi grattacieli e nuove ciminiere.
3)     La pittura di Agili Sassu1966, (13’) Scritto e diretto da Guido Guerrasio Prodotto da Giordano Rota Musiche: Mario Nascimbene Voce: Arnoldo Foà
Film/documentario sulla vita umana ed artistica di Agili Sassu, pittore di origine sarda, vissuto a Milano.

GUIDO GUERRASIOnasce  a Milano il 9 luglio 1920. Studia al liceo Manzoni e si laurea nel 1946  in lettere e filosofia.
Appassionato di cinema,  pubblica il suo primo articolo “Filosofia del cinema americano” e successivamente  collabora con  varie riviste specializzate di cinema pubblicando molti articoli e saggi.
Nel 1947sposa la compagna di università Mimi Ferrari che sarà assistente al montaggio e segretaria di edizione in tutti i suoi film.
Promuove cineteche (Lumière,Angelicum) e rassegne retrospettive pubbliche per una cultura non solo riservata ai cinefili dei Circoli. Fonda e dirige a Milano l’Ente per la Cultura Cinematografica Museo del Cinema i cui film saranno poi acquisiti dalla Cineteca Nazionale.
Con il cortometraggio “Amalfi”, che segna l’inizio della sua carriera di regista nel 1948, è  premiato alla Mostra di Venezia.
Nel 1949 organizza all’Arlecchino il Festival Cinematografico di Milano. Pubblica, per le edizioni del Museo del Cinema “Il cinema, la carne e il diavolo”, un saggio illustrato sul divismo apparso  a puntate anche sul settimanale Hollywood.
L’anno successivo con gli auspici di Unifrance Film ,del Cinema d’Essai di Parigi e della Presidenza del Consiglio dei Ministri presenta al Missori la Rassegna del Cinema Francese (1940-1950) che sarà’ l’ultimo Festival organizzato a Milano dal Museo del Cinema.
Nel 1952 realizza per  la  RAI  “La cavallina storna” , il primo cortometraggio destinato alla TV   che viene presentato  durante la Mostra del Cinema di Venezia.
Nel 1958 è membro della giuria della IX  Mostra Internazionale del Film-documentario e del cortometraggio. Nel 1960  è regista della Seconda Unità nel film Jovanka e le altre’ di Martin Ritt. Nel 1968 è docente di cinematografia didattica e sportiva all’ ISEF di Milano

Viene premiato, nel  1970, con il  Nastro d’Argento  per i suoi film sull’arte. La cinematografia francese lo premia per Linee della ricerca. Negli anni che seguono alterna la  attività di regista e sceneggiatore  con la stesura di testi teatrali e letterari.